La tenda dei migranti

Michele Masneri

Venti artisti per una mostra itinerante. Dalla Sicilia alla Germania, a Israele

Apre il 15 dicembre al Museo civico di Castelbuono (in provincia di Palermo) la mostra “Migration”, a cura di Susanne Anna, Laura Barreca e Raya Zommer-Tal, direttrici rispettivamente dello Stadtmuseum di Düsseldorf (Germania), del Museo civico di Castelbuono e del Janco-Dada Museum di Ein Hod (Israele). Dopo Castelbuono, borgo molto gattopadesco sulle Madonie, “Migration” approderà al Janco-Dada Museum di Ein Hod (maggio-dicembre 2020) e infine allo Stadtmuseum di Düsseldorf (giugno-agosto 2021). Tre poli geografici che esprimono tre punti di vista differenti sul tema della migrazione. In mostra una ventina di opere di sei artisti internazionali, Oren Fisher, Hadar Mitz, Margherita Moscardini, Edith Oellers, Klaus Richter, Francesco Simeti. In particolare Francesco Simeti porta a Castelbuono una grande tenda di velluto, “Curtain”. “Sui pannelli si intrecciano storie provenienti dall’arte orientale e occidentale, fornendo un compendio di pittura, scultura e fotografia”, dice al Foglio la direttrice del museo di Castelbuono Laura Barreca. “‘Curtain’ diventa un portale che trasporta lo spettatore dalle sculture in Russia alle Trump Towers in India, tra fiori, fogliame, montagne e nuvole provenienti dalla storia dell’arte italiana. La scala degli elementi rappresentati inverte la loro dimensione naturale”. L’artista priva le sculture e gli edifici della loro dimensione monumentale e ingrandisce a tal punto l’erba e i fiori da spingerli oltre la loro classica funzione ornamentale. La mostra con la tenda di Simeti conclude la Bam, Biennale Arcipelago Mediterraneo a Palermo. ”Siamo in un’epoca in cui i musei devono prendere posizione, una posizione chiara rispetto al momento politico e storico che stiamo vivendo. Attraverso la produzione culturale i musei, come le scuole, hanno la possibilità di far comprendere la portata dei temi migratori”, dice Barreca. “In Italia e soprattutto in Sicilia così come ad Haifa o Düsseldorf, comunque nel cuore dell’Europa”.

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