La centrale Montemartini in attività

Luci della Capitale

Michele Masneri

Alla centrale Montemartini i 110 anni di Acea, da Nathan a oggi

C’è stato un tempo in cui il posto dove stare in Italia – sembra incredibile – era Roma, non Milano. Con sindaci efficaci e internazionali e gestioni non demenziali della città che non aveva ancora attaccato “Capitale” al proprio brand, perché si capiva lo stesso (e funzionava molto meglio). Era la Roma umbertina o appena post-umbertina, come si vede nella mostra ospitata alla centrale Montemartini e intitolata “1909-2019 - 110 anni di luce”, dedicati alla città e alla sua fornitrice di energia, l’Acea appunto, nata in realtà Aem, Azienda elettrica municipale, come proprio la sua omologa milanese poi traslitterata in A2A.

 

Documenti, foto, filmati, in gran parte inediti, raccontano la storia dell’azienda con focus su topos romani come il mitologico sindaco Ernesto Nathan: ebreo, mazziniano, mezzo inglese, che si adoperò per rimettere in sesto la città già avviata verso il deboscio, ma piena di energie (non tutte positive): contrastando le speculazioni e il malaffare, fondando scuole, aprendo la Aem, e tagliando voci di bilancio anche molto “local” come il mantenimento delle vaste colonie feline che il comune utilizzava per difendere gli archivi cartacei dai topi (da lì deriverebbe il detto “non c’è trippa per gatti”). E poi venne Giovanni Montemartini, assessore della sua giunta, che morì “sul campo”, durante una seduta del consiglio comunale come altri caduti del romanzo municipale di Roma (il sindaco Petroselli, cui è dedicata la micidiale – oggi – sede della defatigante Anagrafe). A lui (cioè Montemartini) fu poi intestata la centrale elettrica dell’Ostiense allora chiamata “San Paolo”, inaugurata negli anni Dieci e successivamente trasformata in museo dell’allora molto in voga archeologia industriale, epicentro artistico dell’era rutelliana e poi immortalata nelle “Fate ignoranti”, il film della Roma giubilare e del primo gay pride (quando c’erano i soldi e si stava bene, e Roma era un po’ Milano, prima delle metropolitane rainbow, con o senza gatti).

Di più su questi argomenti: