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Europa antisemita. Lo studio choc della Ue

“Il 40 per cento degli ebrei vuole andarsene”, secondo il rapporto. E in Germania ci sono zone “proibite”

11 Dicembre 2018 alle 10:26

Europa antisemita. Lo studio choc della Ue

(Foto Pixabay)

Roma. Impressionante anche solo pensare quanta strada abbia fatto l’antisemitismo in Europa in dieci anni. Ebrei morti ammazzati in Francia, simboli ebraici che scompaiono ovunque da Bruxelles a Berlino, gli ebrei inglesi che preparano le valigie per la prima volta in sei secoli, zone Judenrein che riappaiono in Germania … Di ieri il sondaggio che conferma i peggiori timori. Il quaranta per cento degli ebrei europei sta pensando di abbandonare il Vecchio continente. Lo rivela un’inchiesta dell’Agenzia della Ue per i diritti fondamentali, con il novanta per cento degli intervistati che afferma che l’antisemitismo è molto aumentato dal 2013.

 

La comunità ebraica in Francia – che ha subìto numerosi attacchi mortali negli ultimi anni –- è molto scossa: l’ottanta per cento degli ebrei francesi dice che l’antisemitismo è “aumentato molto”, la percentuale più alta in Europa. “Decenni dopo l’Olocausto, livelli scioccanti di antisemitismo continuano ad affliggere la Ue”, ha detto Michael O’Flaherty, direttore dell’agenzia che ha condotto lo studio. Si scopre che il ventotto per cento degli ebrei europei è stato vittima dell’intolleranza antisemita. L’Inghilterra ha il dato più drammatico, legato all’ascesa di Jeremy Corbyn alla guida del Labour, con quattro ebrei inglesi su cinque che dicono che l’antisemitismo è un problema serio nella vita politica. In Germania il quarantuno per cento degli ebrei dichiara di aver subìto aggressioni.

 

La Bild, il più diffuso quotidiano tedesco, ieri apriva sulle “zone vietate agli ebrei in Germania”. Il settantacinque per cento degli ebrei tedeschi si astiene dall’indossare in pubblico i simboli ebraici, come la kippah. Il quarantasei per cento di loro “evita di entrare in determinate aree”. In parole povere significa che in Germania ci sono zone “vietate” agli ebrei. Felix Klein, commissario all’antisemitismo del governo federale tedesco, si dice scioccato dal rapporto della Ue. “Il fatto che le persone identificate come ebree non vogliano entrare in certe aree per timore di ostilità è qualcosa che trovo allarmante”, ha detto Klein alla Bild.

 

In Germania (accanto alla Francia) il quarantaquattro per cento degli ebrei penserebbe di andarsene. I risultati del nuovo sondaggio della Ue contraddicono le statistiche della polizia. Nel 2017, le autorità tedesche avevano registrato 1.504 reati antisemiti, per il novantaquattro per cento riconducibili all’estrema destra. Il nuovo sondaggio fornisce un quadro completamente diverso, che è un po’ come il segreto di Pulcinella: il quarantuno per cento degli ebrei in Germania dichiara che gli aggressori avevano un background islamico. Quasi il quaranta per cento degli ebrei europei dichiara di non volersi identificare apertamente come ebreo, “sempre” o “frequentemente”, tra cui il sessanta per cento degli ebrei svedesi, il cinquantuno degli ebrei francesi e il quarantacinque degli ebrei belgi.

 

Un nuovo sondaggio della scorsa settimana ha rilevato che il quarantatré per cento degli ebrei olandesi nascondono la propria identità ebraica. Anche le sinagoghe sono ormai spesso prive di simboli e fortificate dentro a straordinari strati di sicurezza draconiana, che le rendono molto meno accessibili rispetto a ogni altro luogo di culto in Europa. Dal sondaggio di ieri è anche emerso che un terzo degli ebrei in Europa evita di farsi vedere in sinagoga o agli eventi ebraici per timore. Secondo le statistiche compilate dal Pew Research Center, “gli ebrei hanno di gran lunga il più alto livello globale di migrazione internazionale”, in gran parte grazie al loro esodo dall’Europa, come dimostrano i dati della Ue usciti ieri.

 

E sempre ieri, il ministro israeliano della Diaspora, Naftali Bennett, ha detto che almeno 200 mila ebrei francesi, quasi la metà di tutta la popolazione ebraica d’oltralpe, è pronta a partire per Israele, ma lo stato ebraico non è in grado a oggi di assorbirli. Il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha affermato a proposito del sondaggio: “La comunità ebraica si deve sentire a casa in Europa. Altrimenti, l’Europa smette di essere l’Europa”. Nel 1945, dopo l’Olocausto, rimasero 3,2 milioni di ebrei nel continente. Nel 2010, ce ne erano 1,4 milioni. Oggi quella cifra è scesa al milione. Quella di Timmermans appare dunque come una profezia che tristemente si autoavvera.

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