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"Ecco perché l'antisemitismo cresce in Europa". Il rapporto dell'Ue

La discriminazione contro gli ebrei è aumentata negli ultimi cinque anni. Molti non si sentono al sicuro e pensano di emigrare 

10 Dicembre 2018 alle 15:36

"L'antisemitismo sta crescendo in Europa". Il rapporto dell'Ue

Le proteste della comunità ebrea di Londra contro le accuse di antisemitismo per Jeremy Corbyn (Foto LaPresse)

L'antisemitismo è cresciuto in Europa negli ultimi cinque anni, secondo un censimento dell'Agenzia europea dei diritti fondamentali. Sono state intervistate oltre 16.300 persone nei 12 paesi (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Olanda, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito), che ospitano il 96 per cento degli ebrei in Europa.

 

L'85 per cento degli intervistati pensano che l'antisemitismo sia la più grande questione sociale e politica nel loro paese, e avverte questo problema nella propria vita quotidiana. Il 28 per cento degli ebrei ammette di essere stato discriminato nell'ultimo anno, e molti di loro (il 79 per cento) non lo hanno segnalato alla polizia.

 

L'antisemitismo si manifesta soprattutto sulla rete; il 28 per cento degli intervistati ammette di essere stato aggredito sui social media malgrado gli sforzi dell'Unione europea di limitare questo fenomeno. Nel 2016, la Commissione europea ha stabilito un Codice di condotta per combattere l'hate speech sulla rete, a cui hanno sottoscritto le maggiori compagnie tech (Twitter, Youtube, Facebook, Microsoft e poi nel 2018, Instagram, Google +, Snapchat e Dailymotion). Di recente la Commissione ha proposto una legge per obbligare le aziende tech a rimuovere i contenuti discriminatori dopo un'ora dalla segnalazione.

 

Tuttavia, il 70 per cento degli intervistati ritiene che gli sforzi degli stati membri per combattere l'antisemitismo siano stati insufficienti. Tutti i paesi dell'Ue hanno sottoscritto la “Dichiarazione per combattere l'antisemitismo e lo sviluppo di una approccio comune per difendere la comunità ebraica in Europa”. Nonostante ciò, il 38 per cento degli intervistati hanno pensato di emigrare fuori dall'Europa a causa delle discriminazioni subite. Il problema è particolarmente acuto in Gran Bretagna, dove un sondaggio pubblicato a settembre ha mostrato che il 40 per cento degli ebrei “sta seriamente pensando di emigrare” in caso di vittoria di Jeremy Corbyn, il leader laburista accusato di antisemitismo, alle prossime elezioni politiche.

 

Il vicepresidente della Commissione europea, e candidato del Partito socialista europeo alle prossime elezioni europee, Frans Timmermans, ha detto a proposito del sondaggio: “Sono profondamente preoccupato dalla crescita dell'antisemitismo illustrata dal rapporto dell'Agenzia dei diritti fondamentali. La comunità ebraica si deve sentire a casa in Europa. Altrimenti, l'Europa smette di essere l'Europa”.

Gregorio Sorgi

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