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Numeri al lotto

Non possiamo trarre indicazioni dalla variazione fra due giorni consecutivi del numero dei positivi

26 Marzo 2020 alle 06:00

Numeri al lotto

(foto LaPresse)

Circolano in questi giorni interpretazioni più o meno innocenti dei numeri che la Protezione civile snocciola ogni giorno alla 18, sull’epidemia da Covid-19. Siccome, a partire dalle sedi più alte, questi numeri sono forniti fuori contesto o in maniera fuorviante per chi non abbia gli strumenti per controllare certe affermazioni, proviamo ad uscire dalla logica che porta ad affermare che l’epidemia stia accelerando o decelerando senza aver prima capito bene di cosa stiamo parlando e cosa ci stanno propinando dalle pagine di certi giornali o dagli schermi di qualche tv. Ci sarebbe moltissimo da dire, ma facciamo un solo esempio, il più semplice: possiamo paragonare direttamente il numero di positivi trovati in un giorno con quelli trovati il giorno prima oppure una settimana prima? Come esempio, prendiamo i numeri che sono stati comunicati il 22 e il 23 marzo. Siccome il 22 e il 23 sono stati trovati rispettivamente 5.560 e 4.789 positivi, i giornali per il secondo giorno di fila hanno celebrato la diminuzione dei casi positivi giornalieri. Dimenticando un piccolo particolare: il 22 sono stati presentati i risultati di migliaia di tamponi in più rispetto al 23, e quindi è ovvio che vi erano più positivi.

 

Di fatto, considerando il numero di test, il 22 si era ottenuta una percentuale di positivi pari al 22 per cento, il 23 pari al 28; caso mai, se ne sarebbe dovuto concludere che i positivi erano in aumento, non il contrario. Uso il condizionale, perché bisognerebbe considerare pure differenze nella frazione di campioni provenienti dalla Lombardia e dalle regioni più infette (che spinge verso l’alto il numero di positivi trovato), difficoltà in molte regioni a fare un numero sufficiente di tamponi (moltissimi sono coloro che al momento, pur presentando sintomi, non effettuano il test) e infine ritardi differenziati a livello locale nei tempi tra la raccolta dei campioni e l’esito del test (che sovrappone, poniamo, i test dei sintomatici di tre giorni fa di una regione con quelli di sette giorni fa di un’altra regione in maniera casuale). In queste condizioni – e non è colpa di nessuno – non possiamo trarre alcuna indicazione dalla variazione fra due giorni consecutivi del numero dei positivi; chiunque faccia affermazioni in merito, senza neppure specificare quanti sono i test a cui ci si riferisce, comunica un numero che, nella sua apparente obiettività, è in realtà una pura arma di distrazione matematica.

Enrico Bucci

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Commenti all'articolo

  • roberta.ferrero

    27 Marzo 2020 - 03:03

    Allora potremmo includere nei dati della protezione civile il numero dei test , non sarebbe cosa buona e anche facile ?

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  • lenry

    26 Marzo 2020 - 14:23

    Sono d'accordo. Mi chiedo tuttavia perché il Foglio non abbia ancora provveduto a predisporre un sito dove qualcuno, esperto e in modo professionale, si presti quotidianamente a fornire dati comparabili ed a spiegare il perchè di certe differenze che, più di di una volta, appaiono inspiegabili. Penso che la chiarezza sia davvero importante in questo momento, dove troppi hanno qualcosa da dire e non si sa a quale titolo lo dicano.

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  • Luciano D'Agostino

    26 Marzo 2020 - 08:39

    D'accordo. E il numero dei morti (l'unica cosa certa, si sa è la morte) ? Perché non fa l'analisi dei deceduti?

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  • Minerva

    26 Marzo 2020 - 08:15

    Ahime', anche questo tentativo di richiamare alla prudenza nel "leggere" i dati, puo' risultare parziale. Sin dall'inizio la raccolta dei dati non e' stata coordinata centralmente, e quindi la loro qualita' era scarsa ( maledetto Titolo V!!!), con fluttuazioni statistiche molto grandi, Quindi se il fine dell'articolo e' quello di richiamre l'attenzione sulla qualita' dei dati ben venga, ma buttare l'acqua sporca con il bambino sembra eccessivo. Modelli matematici possono tener conto anche delle risposte negate o intenzionalmente errate. Infatti, se analizziamo la percentuale positivi/(tamponi eseguiti) su un intervallo di tempo di una decina di giorni ( e non soli 2 giorni), e mediamo le fluttuazioni con grande cautela (nvochiamo una parziale regressione alla media), allora la curva positivi/tamponi mostra un lento calo da qualche giorno.

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