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“Il Mose e l'Ilva mostrano l'inefficienza dell'Italia”. Claudio Cerasa a Tagadà

“L'immagine più eloquente è l'acqua alta in cui si trovano sia Venezia sia il governo”. I danni dell'immobilismo, da nord a sud, spiegati dal direttore del Foglio

15 Novembre 2019 alle 14:55

“Tra Ilva e Mose ci sono tantissimi punti in comune, perché alla radice c'è l'incapacità del nostro paese di essere efficiente”, dice a Tagadà su La7 il direttore del Foglio Claudio Cerasa. “L'immagine più eloquente è l'acqua alta in cui si trova Venezia e il governo”.

  

Questa mattina ad Agorà, Cerasa spiegava un altro punto di contatto tra le due strutture: “Mentre per Expo c'era una data di scadenza, per il Mose no. E nessuno si è preso la responsabilità di attivarlo, con il risultato che negli ultimi anni gli ingranaggi non sono stati usati e ora alcuni sono arrugginiti. L'immobilismo ha creato altri danni, insomma. E adesso, chiunque andrà a gestire il Mose chiederà uno scudo penale, come per Ilva”.

 

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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