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Il piano di Salvini è andare al voto da solo

Il Truce non è il federatore del centrodestra, ma è il leader di un nuovo partito della protesta. Quando finirà il bacio con il M5s non andrà alle elezioni con il Cav., lo farà da solo. E lo spazio c’è. Perché serve una sveglia alla destra anti sovranista

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

13 Aprile 2019 alle 06:00

Il piano di Salvini è andare al voto da solo

Matteo Salvini (foto LaPresse)

Matteo Salvini deve aver capito da tempo che per un politico in ascesa vivere da promessa dà molta più forza che dovere mantenere le promesse ed è possibile che il leader della Lega si sia convinto davvero che lo stabilissimo equilibrio precario raggiunto al governo con il gemello diverso Luigi Di Maio sia il migliore dei mondi possibili: potere molto, responsabilità poche, consenso da sballo, vittorie a raffica, centralità costante, timeline intasata, sondaggi da urlo, copertine à gogo e profilo...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio da dieci anni e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    13 Aprile 2019 - 14:02

    Spigolature – Legge elettorale non ostile al progetto, l’unica strada per Lega da sola è quella di un partito interclassista costruito assemblando tutti i ceti produttivi coinvolgendo gli operai e il lavoro dipendente come orgogliosi soggetti degli stessi. Ridando al lavoro produttivo, privato e pubblico, il rango di catalizzatore della crescita economica. Altro dal partito della rabbia, dell’invidia sociale e della fasulla morale utopistica e menzognera. Non si tratta di distribuire mance e vantaggi settoriali, ma di far emergere la convinzione che il percorso giusto sia quello dei soggetti produttivi “viribus unitis”. Ardua strategia, tutta l’Italia assistenzialista e parassitaria, parolaia e quella dei propri orticelli, trasversale e ubiquitaria, andrebbe ai “materassi”. Ma vale provarci. Sarebbe l’unica vera, nuova offerta politica. Un sogno? Già, capitale e lavoro in convinta sintonia. Dipende dalle reali capacità di chi se lo intestasse, quel sogno.

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  • luigi.desa

    13 Aprile 2019 - 11:11

    Salvini non ha la più pallida idea di cosa sia la politica ma oltre ad avere una piattaforma social formidabile è anche un chiacchierone che levati. Non ha il carisma dell'aspirante statista ma è sostenuto h24 dai media. Siamo al ridicolo.In alcuni talk-show i conduttori interrompono la discussione per trasmettere le itineranti dichiarazioni del legista.Il teatro dei pupi ha spesso dato all'Italia personaggi politici anche importanti .Così è.

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  • DBartalesi

    13 Aprile 2019 - 10:10

    Ha colto nel segno, il Truce sta diventando il nuovo Duce. Di un'Italia a cui è sempre piaciuto mescolare alla destra un po'di sinistra, e pure rinunciare a un po'di libertà per soldi e pagnotta. Giusto il suo sprone ad una destra liberale, che tuttavia nel nostro Paese non ha mai avuto gran fortuna. L'italia proletaria e sovranista muove muove verso elezioni. Vedremo.

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  • pipage1

    13 Aprile 2019 - 09:09

    Per quel che vale ,condivido al cento per cento il suo pensiero.

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