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Fake news su un condono (che c’è) e l’austerità (che non c’era)

Il governo delle 271 bufale. I soldi della Tav, gli inceneritori e la raccolta differenziata, il costo dei mutui: quando ministri e sottosegretari parlano a sproposito

Fake news su un condono (che c’è) e l’austerità (che non c’era)

foto LaPresse

Quasi una bufala al giorno: il Foglio ha contato che il governo gialloverde ha all’attivo almeno 271 dichiarazioni false, imprecise o fuorvianti in poco più di 300 giorni di vita (qui trovate la prima puntata – qui la seconda). E’ il risultato di una verifica portata avanti per diverse settimane sulle migliaia di dichiarazioni rilasciate da membri di spicco del governo e della maggioranza gialloverde. Abbiamo passato in rassegna le dichiarazioni di 29 esponenti del governo – presidente del Consiglio, ministri e alcuni viceministri e sottosegretari – e della maggioranza parlamentare di Movimento 5 stelle e Lega. Il Foglio ha verificato le loro dichiarazioni giorno per giorno, a partire dal giuramento dell’esecutivo (1° giugno 2018) fino al mese di marzo. Sono stati scandagliati i loro profili social (Facebook e Twitter), le rassegne stampa e alcune interviste televisive e radiofoniche, senza l’obiettivo di essere esaustivi. I fact-checking smentiscono affermazioni su tutti i temi all’ordine del giorno, ma i falsi più frequenti riguardano l’immigrazione, le infrastrutture (in testa Tav Torino-Lione e Tap), l’economia (legge di bilancio, debito piubblico, spread). Per raccogliere e verificare le dichiarazioni sono stati utilizzati anche alcuni siti italiani indipendenti di fact-checking, tra cui Pagella Politica e Lavoce.info. Le verifiche contengono tutte le fonti necessarie ai lettori per controllarne a loro volta la correttezza e, nella versione online sul sito ilfoglio.it, i relativi link quando possibile. Come lo stile del fact-checking richiede, se successivamente a segnalazioni le dichiarazioni si riveleranno invece veritiere, le verifiche saranno corrette in modo evidente. In questa pagina e nelle seguenti la seconda puntata della nostra inchiesta, alla quale anche i lettori del Foglio possono contribuire segnalando bufale, errori o dichiarazioni fuorvianti da parte della maggioranza gialloverde. Basta scrivere a bufalealgoverno@ilfoglio.it.

 


04/10/2018

Riccardo Fraccaro: "Oggi l’Italia ha il più alto numero di rappresentanti eletti in Europa, con questa misura [la proposta di legge costituzionale sul taglio dei parlamentari] ci adeguiamo agli standard degli altri Paesi" (Formiche.net)

L'Italia effettivamente ha, in valore assoluto, il più alto numero di parlamentari in Europa (fonte Servizio studi Senato). Ci precederebbe solo il Regno Unito per il peso della Camera dei Lord, i cui membri però non sono elettivi, sono in carica a vita e non hanno una retribuzione fissa. Fraccaro fa infatti riferimento a rappresentanti eletti, quindi l'affermazione è corretta. Con la riforma diventerebbe il quinto paese in Ue per numerosità del Parlamento. Se però si considera il parametro della rappresentanza, ossia il numero di parlamentari ogni 100 mila abitanti, l'Italia è solo 24 esima nella graduatoria delle camere basse e nona in quella delle camere alte. Con la riforma diventerebbe rispettivamente ultima e penultima.

Lorenzo Fioramonti: "Quando uscì il 2,4 [% di deficit] io ho rilasciato un'intervista dicendo «Vedrete che [lo spread] tornerà nei parametri che aveva una settimana prima», e infatti è stato così" (Porta a porta - Rai)

L'annuncio del deficit al 2,4% è stato dato il 27 settembre 2018: da allora lo spread non è sceso in modo sostanziale fino a inizio dicembre (fonte Borse.it), quando si è iniziato a parlare di accordo con la Commissione europea.

Vito Crimi: "Truffano Unicef e Unicef non denuncia?" (Facebook)

Crimi ha condiviso il 4 ottobre 2018 un video del comico Roberto Lipari, in cui si accusa Unicef di non aver denunciato Play Therapy Africa, amministrata tra l'altro da Alessandro Conticini, cognato di Matteo Renzi, che secondo i giornali è sotto indagine accusato di aver utilizzato 6,6 milioni di euro della società no-profit per propri scopi personali. La denuncia di Unicef è fondamentale per far partire l'inchiesta, e Lipari suggerisce, implicitamente, che la sua assenza sia una segnale del suo coinvolgimento. Tuttavia Unicef Italia ha sottolineato che l'ammontare che li coinvolge è pari a 3,8 milioni e non 6,6, per vari contratti per la fornitura di servizi di assistenza psicologica in Africa (il primo nel 2008, quando Renzi era solo presidente della Provincia di Firenze). Contratto che - a causa della qualità "sempre meno soddisfacente" delle prestazioni fornite - nel 2013 è stato interrotto da Unicef. L'organizzazione internazionale non ha rilevato ammanchi di fondi: le somme "sono state il corrispettivo di prestazioni d'opera nell'ambito di regolari contratti". D'altronde a settembre 2018 non era ancora giunta alcuna rogatoria internazionale da parte della procura di Firenze alla sede di New York dell'Unicef, premessa necessaria per sporgere denuncia. Contattati dal Foglio, Unicef Italia ha confermato che a inizio marzo la rogatoria non era ancora arrivata (a differenza dell'organizzazione Operation Usa, che invece ha sporto querela).

06/10/2018

Una rete criminale dietro al 90 per cento dei viaggi: “Duro colpo per le Ong pro migranti” (Garavaglia). Ma le Ong non c’entrano

“Differenziata bassissima dove ci sono gli inceneritori” (Bonafede). Fra i 13 paesi che più inceneriscono rifiuti, 12 riciclano più della media

Massimo Garavaglia: "Duro colpo per le ONG pro-migranti: un nuovo studio dimostra che il 90% dei viaggi verso l'Unione europea è organizzato da una rete criminale. Dietro la facciata "umanitaria" ci sono le mafie e la criminalità organizzata" (Facebook)

Garavaglia cita un rapporto di Europol-Interpol pubblicato a maggio 2016. Il numero è corretto: secondo il rapporto il 90% del flusso di migranti che cercano di entrare nell'Unione europea è facilitato, organizzato e gestito da componenti di una rete criminale. Ma nel rapporto non si fa menzione delle Ong impegnate nel soccorso dei migranti, non viene messa in luce alcuna relazione tra i trafficanti e le Ong. Si parla invece di una rete criminale che coinvolge sospetti originari di oltre 100 Paesi, con una struttura formata da una serie di capi che coordinano le attività lungo le rotte migratorie, di organizzatori che gestiscono le attività a livello locale attraverso contatti personali e facilitatori di basso livello.

Vito Crimi: "Sempre più imprese chiudono" (Facebook)

In realtà secondo Istat il tasso di mortalità delle imprese, cioè quante imprese cessano di esistere in un anno sul totale delle aziende, tra il 2013 e il 2016 (ultimi dati disponibili) è calato da poco meno del 9% a poco più dell'8.

08/10/2018

Giulia Grillo: "Per il 2019 abbiamo calcolato 117,2 miliardi per i fabbisogni della sanità a fronte dei 116,2 previsti da Gentiloni" (La Verità)

In realtà, il governo Gentiloni aveva fissato come fabbisogno per il 2019 114,4 miliardi, poi confermati dall'ultima legge di bilancio per il 2019 e incrementati di 2 miliardi nel 2020 e di 1,5 miliardi nel 2021 (comma 514 della legge di bilancio 2019). 

09/10/2018

Laura Castelli: "Il superamento della Fornero permette […] soprattutto ai giovani di entrare nel mondo del lavoro" (#cartabianca - Rai)

L'evidenza scientifica della letteratura economica smentisce la dichiarazione di Laura Castelli. Nel lungo periodo gli effetti di prepensionamenti non permettono l'entrata nel mercato del lavoro di giovani (fonte Il Foglio).

Ripetizioni: 03/11/2018;

Laura Castelli: "Noi introduciamo il coefficiente familiare, che la Francia utilizza da anni, e che funziona sul carico di famiglia" (#cartabianca - Rai)

Laura Castelli confonde il coefficiente familiare con il quoziente familiare, applicato in Francia per tenere conto della numerosità e del tipo di membri del nucleo famigliare nell'applicazione dell'Irpef francese. Il reddito di cittadinanza utilizza invece la scala di equivalenza, uno strumento che ha lo stesso scopo ma dal lato dell'intervento pubblico, e non delle imposte. La scala di equivalenza tiene conto del numero di membri del nucleo famigliare, assegnando a ognuno un peso specifico (un neonato costa in modo differente alla famiglia rispetto a un figlio maggiorenne), e viene applicata comunemente anche in Italia.

Alessandro Di Battista: “La verità è che oggi, Bankitalia, è di fatto controllata dalle banche private che dovrebbe controllare e le banche private sono incazzate nere, non perché ci sarà deficit al 2,4%, ma perché, per la prima volta, si distribuiscono risorse alla povera gente e non a loro” (Facebook)

Il capitale di Banca d'Italia è detenuto quasi totalmente da istituti bancari, assicurazioni e casse previdenziali private, ma si tratta di un istituto di diritto pubblico, come stabilito nello statuto e ribadito dalla Corte di Cassazione in una sentenza del 2006. Per quanto attiene al controllo, a livello statutario gli “azionisti” di Banca d'Italia sono esclusi dalle attività di amministrazione, che competono perlopiù al governatore e al direttorio, alla nomina dei quali comunque non partecipano. Inoltre, l'istituto ha ormai un ruolo ridotto nelle attività di vigilanza bancaria, svolta prevalentemente dalla Bce (fonte Lavoce.info). 

Alessandro Di Battista: "Dove stavano questi signori [Bankitalia] quando il debito pubblico italiano aumentava di 60 miliardi di euro sotto il governo Letta, di 122 sotto Renzi e di 53 nei 170 giorni a Palazzo Chigi di Gentiloni?" (Facebook)

L'indicatore di valore assoluto nominale del debito pubblico non è un dato significativo per misurarne la sostenibilità. Sia perché è un valore nominale che varia all'aumentare dell'inflazione, sia perché va rapportato al Pil, cioè al valore del reddito prodotto da un paese. Così facendo si può osservare che il rapporto debito pubblico/Pil è leggermente calato dal 2014 al 2017 dal 131,8% al 131,2% (fonte Istat). Inoltre Di Battista sbaglia a citare i dati nominali per il governo Renzi: secondo Istat l'aumento è stato di circa 80 miliardi tra il 2014 e il 2016, non di 122.

10/10/2018

Gian Marco Centinaio: "Gli stabilimenti balneari non fanno parte della Bolkestein e devono restarne fuori" (Facebook)

La direttiva Bolkestein è stata approvata nel 2006 e stabilisce che servizi e concessioni pubbliche debbano essere affidate tramite gare pubbliche a livello internazionale. Anche gli stabilimenti balneari, territori demaniali concessi dallo stato in uso ai privati, sembrano rientrare tra i beni in concessione compresi dalla direttiva, al contrario di quanto afferma Centinaio. Infatti la precedente normativa, approvata dal governo Berlusconi nel 2010, prevedeva una sorta di rinnovo automatico delle concessioni. Tuttavia di fronte a un ricorso nel 2016 la Corte di giustizia europea ha decretato che questa normativa è in contrasto con quella europea, che prevale: le spiagge dunque devono essere messe a gara (fonte Il Post).

13/10/2018

Manlio Di Stefano: "[...] Chissà se la notte in cui il Pd trovò 20 miliardi per le banche di "famiglia" Boschi, rovinando migliaia di risparmiatori, Renzi chiese prima il permesso a Juncker e alla Commissione europea" (Twitter)

La decisione del governo Gentiloni a cui Di Stefano sembra riferirsi risale al 19 dicembre 2016 ed è stata volta a tutelare la solvibilità delle banche Monte dei Paschi di Siena, Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Non rientrarono operazioni su Banca Popolare dell'Etruria, su cui era intervenuto il governo Renzi nel 2015 e in cui il padre di Maria Elena Boschi era stato membro del consiglio di amministrazione e anche vice-presidente per 8 mesi.

16/10/2018

Claudio Borghi: "L'Italia ha pagato un totale di 60 miliardi in termini di prestiti al fondo Salva-Stati e di questi soldi ancora non è entrato un centesimo" (Camera dei Deputati)

L'Italia ha pagato poco meno di 60 miliardi al fondo Salva-Stati (prima Efsf e poi Esm), secondo i dati di Banca d'Italia, finanziati in debito. Tuttavia non c'è alcuna stranezza sul fatto che non siano ancora stati rincassati: la durata media dei prestiti è stata accordata di quasi 21 anni per Irlanda e Portogallo, 12 e mezzo per la Spagna e più di 32 per la Grecia. I finanziamenti torneranno indietro con interessi.


Claudio Borghi: "Abbiamo 1000 [migranti] morti in meno quest'anno rispetto al 2016" (Camera dei Deputati)

Rispetto al 2016 in realtà nel Mediterraneo centrale le morti di migranti si sono ridotte ben di più di quanto affermato da Borghi: dalle 6.146 di gennaio-settembre 2016 alle 1.260 di gennaio-settembre 2018, secondo i dati dell'Oim.

17/10/2018

Massimo Garavaglia: "Da Renzi in poi si sono persi 8 miliardi di PIL nel settore sanitario" (Facebook)

I dati Ocse mostrano che nel 2014 l'incidenza della spesa sanitaria pubblica sul Pil è stata pari al 6,8%, mentre nel 2015 e nel 2016 il rapporto scende a 6,7% e nel 2017 si registra la perdita di un ulteriore punto percentuale (6,6%). La perdita di 0,2 punti percentuali corrisponde a una riduzione di 3,2-3,5 miliardi di Pil, meno della metà degli 8 miliardi riportati da Garavaglia.

18/10/2018

Luigi Di Maio: “Il 47% delle famiglie destinatarie del reddito di cittadinanza sarà al Nord” (W l'Italia - Mediaset)

Il reddito di cittadinanza dovrebbe garantire il raggiungimento, anche tramite integrazione, di un reddito annuo calcolato in base dell’indicatore di povertà relativa dell’Unione europea (fonte Documento programmatico di bilancio 2019). Secondo il rapporto Istat sulla povertà in Italia, nel 2017 gli individui in stato di povertà relativa sono 9 milioni e 368mila. Di questi, risiedono al Nord 2 milioni e 263mila (24,2%), al Centro 1 milione e 263mila (13,5%) e nel Mezzogiorno 5 milioni e 842mila (62,3%). La cifra di Di Maio sembra dunque sbagliata.

21/10/2018

Luigi Di Maio: "Abbiamo trovato un’Italia con 10 milioni di poveri. Con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa" (Blog delle Stelle)

Il rapporto Istat sulla povertà in Italia nel 2017 stima che gli individui in stato di povertà assoluta erano 5 milioni e 58mila, mentre quelli in povertà relativa 9 milioni e 368mila, una cifra non lontana dai 10 milioni di cui parla Di Maio. Per quanto riguarda invece il tasso di disoccupazione, i dati Eurostat mostrano che nel 2017 Grecia e Spagna avevano valori più alti rispetto all'Italia, rispettivamente 21,5% e 17,2% contro 11,2% dell'Italia. Lo stesso accadeva nel 2016. 

22/10/2018

Giuseppe Conte: "Io vi sfido a trovare un altro Paese in Europa dal 2013 a ricevere 688 mila persone, accoglienza indiscriminata, e poi mi dite che cosa succede" (Repubblica Tv)

In totale, dunque, negli ultimi cinque anni, sono sbarcati 689.548 migranti, più o meno la cifra citata dal presidente del Consiglio (dati ministero dell'Interno). Ma la Grecia, negli ultimi quattro anni, ha accolto oltre 1 milione e 120 mila migranti, quasi il doppio di quelli arrivati in Italia nello stesso periodo. Inoltre, dal momento che è con la richiesta di asilo che un paese si fa carico realmente dell'accoglienza, bisogna notare che secondo questo criterio è la Germania in Ue ad avere l'onere più alto. Secondo i dati Eurostat, con 198 mila domande presentate nel 2017, la Germania ha registrato il 31% di tutti i richiedenti asilo alla prima domanda in Ue, mentre l'Italia ne ha accolti 127 mila, pari al 20%.

23/10/2018

“Il 47 per cento delle famiglie con reddito di cittadinanza sarà al nord” (Di Maio). Al sud, secondo l’Istat, oltre 5 milioni di poveri, 2 al nord

Bankitalia “di fatto controllata dalle banche private” (Di Battista). In realtà gli “azionisti” sono esclusi dalle attività di amministrazione

Luigi Di Maio: "Le ha viste le stime delle presenze nei Tg della Rai? Siamo l’unico governo che si ricordi che in Rai è presente la metà del tempo dell’opposizione" (La Verità)

La dichiarazione di Di Maio è sbagliata. Prendendo in considerazione i primi quattro mesi di governo gialloverde, i Tg Rai riservano infatti un tempo superiore al governo rispetto all’opposizione: in media, ogni mese 29,5 ore sono dedicate alle forze opposte al governo Conte (Forza Italia, Pd, Fratelli d’Italia e così via), contro le 49,3 ore dedicate al presidente del Consiglio, all’esecutivo e ai suoi componenti (elaborazioni di Pagella Politica su dati Agcom).


Carlo Sibilia: "Il primo presidente del Consiglio della storia a tagliarsi lo stipendio. Orgogliosi di Giuseppe Conte" (
Twitter)

In passato Paolo Gentiloni ha rinunciato allo stipendio da presidente del Consiglio (perché riceveva quello da parlamentare) e lo stesso vale per Enrico Letta. Prima ancora Monti aveva rinunciato a tutto il suo stipendio da presidente del Consiglio e ha ricevuto solo le indennità di senatore a vita. Solo nei casi di Letta e Gentiloni la rinuncia era obbligatoria per il divieto di cumulo dei due stipendi, mentre durante il mandato di Monti non c'era alcun vincolo.

23/10/2018

Massimo Garavaglia: "Con le politiche degli ultimi governi il Paese non è cresciuto" (Facebook)

Come certifica Istat, nel 2015 il tasso di crescita del Pil in volume è pari allo 0,9%, nel 2016 all'1,1% e nel 2017 all'1,6%. 

24/10/2018

Giovanni Tria: "L'Italia ha messo 60 miliardi per aiutare Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda" (Porta a porta - Rai)

L'affermazione del ministro dell'Economia è corretta nella forma ma sbagliata nella sostanza. I salvataggi dei paesi europei citati, come sostenuto da Roberto Perotti, non sono "costati" niente, poiché a fronte del debito vi è un credito di pari ammontare. Inoltre, se i prestiti verranno ripagati in toto, l'Italia potrebbe anche guadagnarci, perché i tassi pagati dai fondi salva stati (che hanno una tripla A) sulla propria raccolta sono inferiori a quelli pagati dall'Italia sul suo debito (con cui ha finanziato l'erogazione delle somme), mentre i tassi sui crediti dei fondi salva stati sono ben maggiori del costo della raccolta.


Armando Siri: "La Francia per 10 anni ha sforato il tetto e non c’è stato nessun crollo della Ue, nessuna sanzione, nessun allarme" (Il Messaggero)

È vero che la Francia ha sforato per molti anni il tetto del 3% di rapporto deficit/Pil, ma per questo è stata in procedura di infrazione per deficit eccessivo dall'aprile del 2009 al giugno del 2018 (fonte Eur-Lex).

25/10/2018

Massimo Garavaglia: "Per la sanità è previsto un congruo incremento nel triennio, pari ad almeno 4,5 miliardi di euro. Dunque, si riparte e non ci saranno tagli per il settore. Con gli ultimi governi di sinistra ci sono stati 8 miliardi in meno per la sanità, e ciò ha determinato un'emergenza in termini di carenza di personale e servizi" (Facebook)

Per il fabbisogno sanitario nazionale standard 2019-2021, la legge di bilancio conferma il miliardo già assegnato per il 2019 dalla precedente legislatura e prevede un incremento di 3,5 miliardi di euro, 2 miliardi nel 2020 e 1,5 miiardi nel 2021, per un incremento complessivo di 4,5 miliardi nel triennio. Riguardo alla spesa sanitaria nazionale nei governi della precedente legislatura, un recente rapporto della Ragioneria generale dello stato mostra che la spesa sanitaria è cresciuta costantemente dal 2013 al 2017, passando da 109,6 miliardi a 113,6 miliardi, un incremento di 4 miliardi. Garavaglia potrebbe far riferimento non tanto ai tagli (che non ci sono stati) quanto ai mancati aumenti rispetto a quanto previsto dal Patto della Salute 2014-2016, che prevedeva un aumento complessivo nel triennio di circa 337,4 miliardi. Queste cifre erano già state ridotte dalla Conferenza Stato-Regioni del 26 febbraio 2015 e in seguito dalla legge di stabilità 2016, ma considerando lo scarto tra i 337,4 miliardi previsti inizialmente e i 334,7 miliardi di spesa corrente effettivi dal 2014 al 2016, la differenza è di circa 3 miliardi, ben al di sotto degli 8 miliardi prospettati da Garavaglia.

26/10/2018

Manlio Di Stefano: "Basta guardare al rapporto deficit/Pil degli ultimi governi, sono stati tutti più alti di quello che noi oggi proponiamo" (Porta a porta - Rai)

Il dato del deficit nominale del 2,4% - proposto dal governo per la legge di bilancio 2019, prima di essere ridotto di 0,4 punti - non va confrontato con i livelli finali ottenuti a fine anno dai precedenti governi, ma con i livelli proposti in autunno dai vari esecutivi. Infatti il livello di deficit/Pil spesso non ha rispettato le previsioni e si è rivelato maggiore rispetto a quanto preventivato (spesso per una crescita del Pil sotto le aspettative); d'altronde lo stesso dovrebbe accadere - secondo le nuove stime - per il 2019. In questo modo scopriamo che solo il governo Letta nel 2013 e il governo Renzi nel 2014 hanno approvato per l'anno successivo previsioni superiori al 2,4%. Più basse le previsioni degli anni successivi: 2,2 per il 2016, 2 per il 2017 e 1,6 per il 2018 (fonte Pagella Politica).

27/10/2018

Luigi Di Maio: “Non è semplice dover dire che ci sono delle penali per quasi 20 miliardi di euro, ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente. [...] No [non lo sapevamo durante la campagna elettorale], perché le carte ovviamente un ministro le legge quando diventa ministro, soprattutto a noi del M5s non ci hanno mai fatto leggere niente” (Punto stampa)

Il governo non avrebbe dovuto pagare penali in caso di interruzione dei lavori del Tap, dato che l’infrastruttura non è un’opera pubblica. Gli unici eventuali costi che lo stato avrebbe potuto sostenere sono i risarcimenti per danno emergente e lucro cessante alle aziende coinvolte nel progetto, dato che nel 2015 la costruzione del gasdotto era stata avallata dal ministero dello Sviluppo economico. Delle probabili richieste di rimborso si parla in una nota del Mise del 27 settembre 2018 (fonte Mise) e le cifre citate sono di 70 o 40 miliardi. Nella nota non si menzionano penali. I 20 miliardi di euro citati da Di Maio non sono una penale, ma il risultato di una stima a spanne fatta dall’attuale sottosegretario allo Sviluppo economico Andrea Cioffi (fonte Il Post). Inoltre, come scrive Agi-Pagella Politica, non è verosimile che il M5s durante la campagna elettorale non fosse a conoscenza dei risarcimenti dovuti in caso di annullamento dell'opera. Che il consorzio Tap e i suoi azionisti avrebbero potuto richiederli era chiaro fin dal 20 maggio 2015, quando il ministero dello Sviluppo economico firmò il Decreto di attuazione unica del progetto. Allo stesso modo, una volta approvato il progetto, era chiaro che avrebbero potuto vantare delle pretese risarcitorie le società importatrici di gas, che avevano firmato i contratti venticinquennali già a settembre 2013, così come gli shipper.

30/10/2018

Luigi Di Maio: “Basta bufale! A Ischia non c’è nessun condono” (Facebook)

L'articolo 25 del decreto Genova dispone che le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 2017, presentate a norma delle leggi del 1985, del 1994 e del 2003, siano tutte risolte entro sei mesi utilizzando i criteri della legge del 1985, una legge precedente a molte normative di tutela del territorio, del paesaggio, di contrasto del rischio sismico, vulcanico e idrogeologico e pertanto più permissiva delle successive. Come scrive Agi-Pagella Politica, se il decreto Genova non contiene formalmente un nuovo condono per Ischia, ne ha comunque gli effetti, perché consente di sanare abusi che senza questo decreto sarebbero rimasti insanabili e che perfino i due condoni approvati successivamente dai governi Berlusconi nel 1994 e 2003 vietavano.

Claudio Borghi: "L'unico acquirente del nostro debito […] è stata la Bce" (#cartabianca - Rai)

Non è così. Alle aste durante le quali il tesoro emette titoli di stato italiani gli acquirenti sono risparmiatori e istituzioni finanziarie, tramite gli operatori accreditati. La Banca d'Italia acquista una parte dei titoli per decisione della Bce, ma non il totale. Vero invece che la Bce è l'unico acquirente netto, tenendo cioè conto delle vendite meno il totale degli acquisti.

Ripetizioni: 19/10/2018 ;

31/10/2018

Luigi Di Maio: “Posso dire a tutti coloro che sono perplessi rispetto a questa decisione [di non fare la Tav] che i soldi che risparmieremo saranno reinvestiti sul territorio, in metro, in nuovi sistemi di mobilità, in nuove infrastrutture cittadine. Non è che stiamo perdendo gli investimenti” (Punto stampa)

Le risorse proprie dello stato italiano previste per la Tav (2,56 miliardi secondo l'allegato al Def 2018) potrebbero effettivamente essere destinate ad altre opere pubbliche. Restano invece vincolate alla Tav i contributi già versati dell'Unione europea, che ammontano a quasi 500 milioni (fonte La Stampa). Non solo: come si evince dalla relazione tecnico-giuridica sull'opera che accompagna l'analisi costi-benefici, le penali da pagare nel caso di uno stop alla Tav sarebbero, nella peggiore delle ipotesi, di circa 1,703 miliardi di euro. Tra questi rientrano proprio i fondi già stanziati dall'Unione europea che potrebbero essere richiesti in restituzione.

04/11/2018

Luigi Di Maio: "I come from the province of Naples, an area with 60 per cent youth unemployment, with some of the highest cancer index levels in Europe" (Financial Times)

La prima parte dell'affermazione è vera: come si evince dai dati Istat a livello provinciale, il tasso di disoccupazione a Napoli nel 2017 era pari al 60,5% e nel 2018 pari al 60,2%. Per quanto riguarda l'incidenza dei tumori, i dati dello European Cancer Information System mostrano che a Napoli nel 2012 (ultimo dato disponibile) si registravano 706,46 casi ogni 100mila abitanti, al 38esimo posto su 121 divisioni geografiche. Un'incidenza alta, ma non tra le più alte in Europa. Per avere un'idea, al primo posto spicca Sondrio, con quasi 860 casi. In alto nella classifica anche la regione Basca, Lille e Biella, con incidenza da 819 a 795 casi ogni 100mila abitanti.

07/11/2018

Matteo Salvini: "Attualmente noi gestiamo, e dico noi da ministro dell'Interno, circa 15mila beni [confiscati alle mafie] […] L'agenzia dei beni confiscati alla mafia [...] non aveva neanche 100 persone a gestire un patrimonio di sequestri e confische di miliardi di euro. Adesso ne abbiamo assunte alcune centinaia" (Facebook)

I dipendenti dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha in effetti visto aumentare l'organico di 200 unità rispetto alle poco meno di 100 presenti in precedenza. Tuttavia questa decisione è stata presa e finanziata dal precedente governo (legge del 17 ottobre 2017, n. 161).


Matteo Salvini: “Con questo decreto […] se ti becco a spacciare, a stuprare o a rubare, ti convoco e ti rimando al tuo Paese [se sei richiedente asilo]" (
Pomeriggio 5 - Mediaset)

Matteo Salvini parla del suo decreto Sicurezza (4 ottobre 2018, n. 113), che in effetti - secondo il riassunto di Internazionale - introduce alcuni casi in cui condanne definitive possono portare alla revoca dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria, oppure alla sospensione della richiesta. Si tratta di minaccia o violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e gravissime, pratiche di mutilazione dei genitali femminili, furto aggravato, furto in abitazione e furto con strappo, ma anche di spaccio, di violenza sessuale, prostituzione minorile, riduzione in schiavitù e tratta. Tuttavia, e questo Salvini non lo dice, la denuncia per uno di questi reati - possiamo interpretare così le sue parole, "se ti becco" - non portano all'espulsione del richiedente asilo, ma al suo processo fino, potenzialmente, al terzo grado di giudizio. E anche una volta arrivata la sentenza, non è detto che il condannato possa essere espulso nel suo paese di origine, se in questo fosse a rischio di tortura o violenza.

08/11/2018

Danilo Toninelli: “Il condono [di Ischia] non esiste, e sottolineo non esiste. [...] Le case su zone con vincoli idrogeologici, quindi dove non potevano essere costruite, non piglieranno un solo centesimo di soldi pubblici” (Radio Anch'io - Radio 1)

L'articolo 25 del decreto Genova dispone che le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 2017, presentate a norma delle leggi del 1985, del 1994 e del 2003, siano tutte risolte entro sei mesi utilizzando i criteri della legge del 1985, una legge precedente a molte normative di tutela del territorio, del paesaggio, di contrasto del rischio sismico, vulcanico e idrogeologico e pertanto più permissiva delle successive. Come scrive Agi-Pagella Politica, se il Decreto Genova non contiene formalmente un nuovo condono per Ischia, ne ha comunque gli effetti, perché consente di sanare abusi che senza questo decreto sarebbero rimasti insanabili e che perfino i due condoni approvati successivamente dai governi Berlusconi nel 1994 e 2003 vietavano. Sul fatto che le case abusive distrutte non prenderanno contributi pubblici per la ricostruzione, la questione è poco chiara. Tra le modifiche introdotte dalle commissioni parlamentari rispetto al testo originale, è stato in effetti aggiunto che “Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono”. Ma il testo ha sollevato i dubbi del presidente di Legambiente Stefano Ciafani, secondo il quale i contributi sono esclusi soltanto per gli aumenti di cubatura, ma altrimenti confermati (fonte Agi-Pagella Politica). 

20/11/2018

“Da Renzi in poi si sono persi 8 miliardi di pil nel settore sanitario” (Garavaglia). A conti fatti, sono invece 3,2-3,5 miliardi

“Siamo l’unico governo che si ricordi che in Rai è presente la metà del tempo dell’opposizione” (Di Maio). E’ vero il contrario

Manlio Di Stefano: "Noi andiamo avanti nell'interesse degli italiani con reddito di cittadinanza, quota 100 e tutto ciò che gli italiani necessitano. Basta austerità!" (Twitter)

Di austerità in Italia negli ultimi anni ne abbiamo avuta ben poca. Per comprenderlo si può osservare l’indicatore del saldo primario sul Pil, ovvero la quota di spesa pubblica al netto della somma pagata per gli interessi sul debito. L’Italia da anni spende meno di quanto incassa, al netto degli interessi, mantenendo quindi un saldo primario positivo. Il saldo primario, come certifica l’Istat, è passato dal +2,3% del 2012 al +1,5% del 2017, mostrando una politica economica espansiva (fonte Il Foglio).

Alfonso Bonafede: "Laddove ci sono gli inceneritori la differenziata è bassissima […]. A Copenaghen dove c’è l’inceneritore c’è una raccolta differenziata del 27%. […] Non è vero che all’estero tutti hanno gli inceneritori, tanti stati investono nella raccolta differenziata e ci sono casi, come quello di Barcellona o San Francisco, in cui si fanno politiche rifiuti zero senza l’uso di inceneritori” (Porta a porta -Rai)

Al contrario di quanto afferma Bonafede, non è vero che laddove esistono gli inceneritori si fa meno raccolta differenziata, tanto all’estero quanto in Italia (fonte Lavoce.info). Secondo i dati Eurostat, tra i 13 paesi che più inceneriscono rifiuti 12 riciclano più della media europea.


Vito Crimi: "[A Brescia] all'inizio l'obiettivo era quello di aumentare la raccolta differenziata, ridurre il più possibile i rifiuti prodotti in città, abbassare le tariffe. L'azienda e le amministrazioni che si sono alternate negli anni hanno fatto l'esatto contrario: hanno rallentato la r.d. fino a farla quasi fermare e hanno spinto i cittadini a produrre ancora più rifiuti per sfamare l'inceneritore [...]" (Facebook)

A livello provinciale, secondo i dati del catasto nazionale sui rifiuti dell'Ispra, Brescia ha incrementato in modo costante il livello di raccolta differenziata dal 2001 ad oggi (da meno del 30% al 74% del 2017). A livello comunale invece i dati si fermano al 2010: da allora la raccolta è aumentata dal 40,40% al 68,17% del 2017. Nel 2018, secondo A2A, il tasso di differenziata ha superato il 70% grazie al nuovo sistema porta a porta. Non vi è stato dunque alcun "azzeramento" dovuto al termovalorizzatore.

21/11/2018

Laura Castelli: "Noi siamo in procedura d'infrazione perché stiamo facendo cose diverse dalla promessa che fece Gentiloni l'ultimo anno prima di andare via quando fece una manovra che era di 400 milioni, con cui forse ci si può pagare il bonus bebè" (Porta a porta - Rai)

Laura Castelli riporta la tesi di Franco Bechis, secondo il quale la base formale della contestazione della Commissione europea non è legata alla manovra del governo Conte, bensì è relativa al risultato del debito pubblico negli anni 2016 e 2017. In effetti la Commissione europea prende a riferimento gli unici dati reali a disposizione, quelli del debito 2016 e 2017, che si discostano di quasi 6 punti percentuali dagli obiettivi di riduzione per riportare il debito italiano sotto il 60% del Pil. Tuttavia questa non è l'unica informazione su cui si basa la valutazione della Commissione europea, né quella determinante per il giudizio negativo. A pagina 15 del report la Commissione sottolinea che se nel 2016 e 2017 le deviazioni erano state concordate per garantire flessibilità di bilancio in cambio di riforme strutturali e per fronteggiare l'ondata migratoria, nel 2018 "l'aggiustamento fiscale non sembra adeguato di fronte alle sfide di sostenibilità di cui l'Italia soffre".

Ripetizioni: 09/10/2018;

 

“Questo lo dice lei. Il costo dei mutui dipende dalla domanda e dall’offerta… non dipende dallo spread” (Castelli)

“L’unico acquirente del nostro debito è stata la Bce” (Borghi). Alle aste ci sono anche risparmiatori e istituzioni finanziarie

Laura Castelli: "Noi mettiamo dentro la manovra le raccomandazioni che ci ha chiesto Bruxelles" (Porta a porta - Rai)

Ogni anno, circa a marzo, la Commissione europea pubblica i country report, lunghi documenti che contengono il punto della situazione dei vari paesi - in particolar modo dal punto di vista economico - e le raccomandazioni non vincolanti che la Commissione invia a ogni paese sulle singole politiche. Anno per anno l'adozione di queste raccomandazioni è monitorata negli stessi report: per verificare la dichiarazione di Castelli può essere utile quindi controllare come si è evoluta l'attuazione delle raccomandazioni europee dopo la manovra del 2019. Se, come sostiene Castelli, la legge di bilancio le applica il tasso di implementazione dovrebbe aumentare. Tuttavia nel report 2019, pubblicato a fine febbraio, il tasso di raccomandazioni almeno in parte attuate ("some progress", "substantial progress" e "full implementation") è calato di 3 punti percentuali rispetto all'anno precedente.


Laura Castelli: "Questo lo dice lei. Il costo dei mutui dipende dalla domanda e dall'offerta. Se non crede a me le faccio vedere un grafico del Sole 24 Ore che dimostra quanto costa un mutuo non dipende dallo spread" (Porta a porta - Rai)

Castelli racconta solo parte della verità. Se è vero che i mutui in essere - sia a tasso fisso, che a tasso variabile (a cui fa riferimento il grafico) - non sono correlati con l'andamento dello spread Btp-Bund, sono i mutui futuri che ne risentono. Come ha spiegato Lavoce.info e anche il Sole 24 Ore dopo essere stato chiamato in causa, sono i nuovi mutui che potrebbero risentire di un aumento del tasso di interesse per via dello spread. Questo perché un aumento dei tassi può impattare sul costo di raccolta del denaro delle banche. Infatti, come ha sottolineato Abi, a partire da ottobre le banche hanno alzato leggermente gli spread dei nuovi mutui.

Ripetizioni: 09/10/2018, 24/11/2018;


Claudio Borghi: "Anche 2,9 sarà sotto il limite del 3%, cosa che non farà Spagna e non farà Francia" (Omnibus - La7)

Alle informazioni dell'11 novembre 2018, data della dichiarazione di Borghi, la Spagna aveva come obiettivo un deficit dell'1,8% rispetto al Pil (previsto dalla Commissione europea al 2,1). La Francia invece puntava a un deficit nominale del 2,8%, in parte dovuto tuttavia a un semplice slittamento temporale di alcune uscite ed entrate di bilancio dovute alla riforma fiscale. Sia Spagna che Francia comunque avrebbero ridotto il proprio deficit strutturale, mentre l'Italia - secondo i primi piani del governo - lo avrebbe aumentato di 0,7 punti percentuali (fonte Il Foglio).

22/11/2018

Vito Crimi: "È a causa del debito pubblico record raggiunto dai loro governi [di Renzi e Gentiloni] che oggi la Commissione europea avvia la procedura d'infrazione contro l'Italia" (Facebook)

Vito Crimi riporta la tesi di Franco Bechis, secondo il quale la base formale della contestazione della Commissione europea non è legata alla manovra del governo Conte, bensì è relativa al risultato del debito pubblico negli anni 2016 e 2017.In effetti la Commissione europea prende a riferimento gli unici dati reali a disposizione, quelli del debito 2016 e 2017, che si discostano di quasi 6 punti percentuali dagli obiettivi di riduzione per riportare il debito italiano sotto il 60% del Pil. Tuttavia questa non è l'unica informazione su cui si basa la valutazione della Commissione europea, né quella determinante per il giudizio negativo. A pagina 15 del report la Commissione sottolinea che se nel 2016 e 2017 le deviazioni erano state concordate per garantire flessibilità di bilancio in cambio di riforme strutturali e per fronteggiare l'ondata migratoria, nel 2018 "l'aggiustamento fiscale non sembra adeguato di fronte alle sfide di sostenibilità di cui l'Italia soffre".

23/11/2018

Armando Siri: "Abbiamo il secondo risparmio privato al mondo, le famiglie meno gravate dai debiti in Europa, 4 mila miliardi di capitale immobiliare" (La Stampa)

In questa dichiarazione del sottosegretario Siri l'unico dato corretto è il capitale immobiliare delle famiglie italiane, che secondo l'indagine istat sulla ricchezza non finanziaria, è pari a 4.632 miliardi di euro. Non è invece vero che deteniamo il secondo risparmio privato al mondo, perché secondo i dati Ocse sulla ricchezza delle famiglie come percentuale del reddito disponibile hanno risultati più alti Stati Uniti, Giappone, Paesi Bassi e Belgio. Siamo quindi i quinti al mondo e non i secondi. Inoltre, non è neanche vero che le famiglie italiane sono quelle con meno debiti sulle spalle: sempre secondo dati Ocse, prima di noi ci sono otto paesi (Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Slovenia, Lettonia, Ungheria e Lituania) con famiglie meno indebitate.

26/11/2018

Luigi Di Maio: "Ma dire che lo spread ci è già costato, quando invece il rendimento dei titoli è a dieci anni. Di che stiamo parlando?" Punto stampa

Non è chiaro cosa intenda Di Maio nella sua dichiarazione. Tuttavia non è vero che non sia necessario preoccuparsi: come riporta Luciano Capone su Il Foglio secondo Banca d'Italia in soli sei mesi di governo l'aumento dello spread è già costato 1,5 miliardi di euro. Inoltre l'aumento dei rendimenti comporta il rallentamento del percorso previsto di riduzione del debito pubblico. Per di più, l'aumento degli interessi pagati dallo stato sulle proprie obbligazioni tende a incrementare il livello generale dei tassi di interesse anche sulle attività private, aumentando il costo del denaro.


Armando Siri: "Se cresce il Pil diminuisce il deficit" (Affari italiani)

Il sottosegretario Siri incaglia in un'imprecisione: all'aumentare del Pil, diminuisce il rapporto deficit/Pil, proprio perché il reddito nazionale sta al denominatore. Non esiste una relazione diretta tra le grandezze assolute di Pil e deficit, ma semplicemente una relazione aritmetica che emerge solo quando si fa il rapporto.

27/11/2018

Matteo Salvini: "Io sono assolutamente contrario al Global Compact […]. Non vedo perché mettere sullo stesso piano i migranti cosiddetti economici e i rifugiati politici" (Facebook)

Il Global compact for safe, orderly and regular migration, adottato dai capi di stato e di governo in Marocco l'11 dicembre 2018 si pone l'obiettivo di coordinare le politiche migratorie - in modo non legalmente vincolante - degli stati nazionali. Il testo, già all'articolo 4 del final draft, precisa che "migranti e rifugiati sono gruppi distinti regolati da differenti framework legali". In particolare "solo i rifugiati hanno diritto di specifica protezione internazionale come definito dalle normative internazionali sui rifugiati". Non c'è dunque alcuna comparazione di migrante economico e rifugiato.

 

(3 - continua)

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Aprile 2019 - 15:03

    Amico Ferrara - Uscendo dai personalismi e dettagli e dagli epiteti che pure fanno farina, la realtà ci racconta: "Le nostre labbra inaridite non hanno più parole ..." Stiamo rimestando nei cassetti del già detto e già scritto e già accaduto. Vale per tutti, da noi come nel mondo. Anche la mediocrità, a volte necessaria e feconda, scade nel rumore confuso delle parole. Un bel casotto. Passerà, ma non sarà un pranzo di gala.

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