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Le stagioni del populismo

Appartarsi, evocare Spartaco, confidare nelle lezioni del passato. Breviario di resistenza al grilloleghismo

2 Settembre 2018 alle 06:18

Le stagioni del populismo

“Ah, se gli schiavi si contassero”, gridava Spartaco mentre i centurioni di Roma lo inseguivano per impiccarlo. E non aveva tutti i torti: gli eretici, anche nei tempi più bui, sono sempre tanti (nell

Loro se ne stanno lì a svolazzare tra Camera e Senato, a pavoneggiarsi nei telegiornali e nei talk-show, a presidiare Palazzo Chigi e gli altri palazzi del potere, a governare e a litigare, ad affermare e a smentire, a dire tutto e il contrario di tutto; e noi qui a chiederci: che fare?    Loro stanno lì con i pennacchi e la sicumera di chi ha vinto le elezioni e perciò stesso crede di avere la licenza di sfidare l’Europa...

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Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

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Commenti all'articolo

  • aldo.vanini

    04 Settembre 2018 - 16:04

    Mi sentirei più tranquillo, sull'estinzione naturale di questa ennesima incarnazione di becero qualunquismo, s e non fossimo nell'epoca in cui, da un telefonino, ogni malmostoso qualunque ottiene un palchetto dal quale dar voce al proprio rancore disinformato, senza limiti e senza mediazioni... Temo che rispetto agli esempi riportati questa sia l'inquietante differenza...

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  • carlo.trinchi

    02 Settembre 2018 - 22:10

    Spartaco non ha gridato era solo un disperato in libera uscita.

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