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Viva il populismo, stress test sui nostri valori non negoziabili

In America, il commercio non è mai stato così popolare come oggi e il motivo è la reazione al protezionismo di Trump. Perché il sovranismo può far bene alla democrazia solo nella misura in cui ci ricorda cosa non possiamo perdere della nostra libertà

Claudio Cerasa

Email:

cerasa@ilfoglio.it

3 Settembre 2018 alle 08:13

Viva il populismo, stress test sui nostri valori non negoziabili

Una nave mercantile passa accanto a un arcobaleno sul Mare del Nord al largo delle coste di Whitley Bay, Tyne e Wear (foto LaPresse)

La chiave di lettura giusta per capire meglio l’epoca che stiamo vivendo si trova forse nella nostra camera dal letto, nel nostro morbido piumone, nel nostro cuscino ovattato. E se ci pensiamo per un istante, per comprendere cosa ci sta succedendo conviene partire proprio da qui. Da un verbo che dovrebbe diventare il vero filo conduttore della prossima campagna elettorale: svegliarsi. La politica italiana raccontata con uno sguardo italiano alla lunga rischia di essere noiosa e per questo oggi per...

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Commenti all'articolo

  • DBartalesi

    03 Settembre 2018 - 12:12

    Il nostro credo resta certo la libertà di movimento di merci, capitali, uomini, idee. Siamo per società aperta e non per quella chiusa, dei muri, dei dazi, delle discriminazioni varie in nome di qual si volgia supremazia. Però...Occore fare i conti con fenomeni tipo quel talJeff Bezos, che con Amazon è diventato uno degli uomini più ricchi della terra. Fornendo un servizio a noi ormai indisopensabile, ha sterminato milioni di negozianti al dettaglio e commesse al seguito, eliminando quasi lo shopping nei centri delle nostre città. E con lo shopping anche lo struscio e i ritrovi dove si frequentava la chiacchera pomeridiana. Ora molte città si animano solo la sera, la notte. Bar e ristoranti, preferibilmente per giovani che di giorno non sanno che fare. Insomma per risvegliare la gente dal sogno populista occorre parlare con quelli come Bezos e far loro intendere che non redistribuire in qualche modo le immense fortune del loro business non funziona. Fa deserto non società.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    03 Settembre 2018 - 11:11

    Messa giù così sembra che Trump sia uno contrario al commercio, cosa che invece non è, è contrario al commercio in cui a perderci siano gli Stati Uniti, cosa ben diversa. D'altronde la sua storia, anche quella prepolitica, narra del suo rincorrere il "deal", l'accordo, ove possibile. Certo ora lo fa con i dazi, ma credo che sarebbe ben contento di rimuoverli se si arrivasse ad accordi commerciali meno sfavorevoli agli americani. Il compianto McCain ha avuto due torti: l'ultimo di aver votato contro la cancellazione dell'Obamacare, e il primo, più grande, di aver perso le elezioni proprio contro Obama. Quante disgrazie l'America e il mondo avrebbero evitato...

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  • stearm

    03 Settembre 2018 - 10:10

    L'anti-razzismo deve essere al centro dei valori non negoziabili. Capisco le remore che ci possono essere per alcuni eccessi retorici dell'ideologia multiculturalista, ma la storia del Novecento insegna che le forze anti-liberali e anti-capitalistiche nelle società occidentali riescono ad arrivare al potere solo se riescono ad evocare l'Urmythos della razza. Se non ci si oppone a questo Urmythos, è come sventolare bandiera bianca. E non è stata la sconfitta al referendum a rompere l'arginare, ma non essere stati in grado di opporsi alla deriva xenofoba e a sancire, attraverso uno Ius Soli moderato, un'idea di Italia aperta alle nuove generazioni.

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    • Carlo A. Rossi

      03 Settembre 2018 - 12:12

      Mi permetto umilmente di far notare che xenofobia e razzismo non siano esattamente lo stesso concetto. Io penso a buon diritto di essere xenofobo (ho paura di alcune categorie di stranieri, è forse illegittimo?), ma non penso che quelli di cui ho paura mi siano geneticamente inferiori e meritevoli di ogni insulto. Però, ancora una volta, io le camicie nere con manganello e olio di ricino agli ordini di Salvini ancora non le ho viste: mentre leggo il Foglio e i commenti di certi lettori, mi pare di essere tornato ai tempi dei girotondini, degli appelli "Resistere, resistere, resistere", dei golpe per abbattere il caimano...ma il Foglio era dall'altra parte con ragionevolezza. Cosa succede?

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      • stearm

        03 Settembre 2018 - 17:05

        Scusa Sig. Carlo, mentre parlare di Ius Soli moderato è da girotondini, parlare di 'esercito di riserva del capitalismo' cos'è? Non sarebbe forse il caso di trovare un terreno comune sul primo -solo per mettere un argine ad estremismi anacronistici- piuttosto che mettere in discussione i fondamenti dell'economia liberale. Oppure Marx fa meno paura di un 'italiano' con genitori non nati in Italia? No perchè di girotondi io non li ho mai fatti, mentre applaudivo invece il governo passato quando aboliva l'Articolo 18, tra gli sberleffi (un eufemismo) di quei 'compagni' che adesso votano in massa M5s e, non so se li frequenti, ma sono anche loro contrari allo Ius Soli perchè, come dice Fassina, rappresentano solo uno strumento del capitalismo per impoverire il 'popolo'. Perchè è risaputo, il capitalismo è l'equivalente dello schiavismo e la democrazia uno strumento del capitale. Così scriveva Marx, un folle visionario che scopro essere diventato molto popolare tra i lettori de Il Foglio.

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        • Carlo A. Rossi

          04 Settembre 2018 - 09:09

          (prosegue) Sono almeno sessant'anni da che il colonialismo europeo è ufficialmente terminato e non è cambiato nulla. Sicuramente ci sono interessi in Africa da parte europea, russa, cinese che non aiutano lo sviluppo. Ma pensare che sia solo responsabilità europea è equivalente a dire che i neri siano incapaci di prendere in mano il loro futuro. E io (da xenofobo!) questo non riesco ad ammetterlo: la possibilità c'è, basterebbe un po' di volontà anche dall'altra parte e non pensare sempre, da un lato, che l'Europa debba intervenire o accogliere a tutti i costi o che i popoli africani non debbano pensare ad un modo di svilupparsi perché c'è l'Europa. Questa è la peggior specie di carità, una carità pelosa che non giova a nessuno. E molti ci sguazzano, sulle due sponde del Mediterraneo. Salvini è truce, ma, mi dispiace, penso che abbia ragione in ciò che fa. Che poi parli e straparli troppo, verissimo. Un bel tacer non fu mai scritto.

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        • Carlo A. Rossi

          04 Settembre 2018 - 09:09

          Vede, il nocciolo della questione per me è questo clima permanente di "resistere, resistere, resistere" di cui il foglio si è fatto latore. Per carità, è una scelta legittima, ma stona con la passata storia ed una passione (non era ragionevolezza, era proprio passione quasi amorosa, come per Macron) per Berlusconi. A scanso di equivoci: lo votai anch'io, convinto allora e anche oggi. Come oggi non voterei M5S nemmeno sotto tortura. Ma si difendeva Bossi quando chiamava i neri "bingo bongo", perché dai, in fondo non faceva male a nessuno. Salvini non mi pare abbia mai usato simili termini, eppure è messo in croce. I migranti sulla Diciotti sono forse i "più deboli dei deboli": ma far finta di nulla significa ancora sostenere una politica che da almeno vent'anni (sì, vent'anni) è errata. Perché parte dal presupposto che l'Africa non possa redimersi da sé, che ogni suo problema è un problema dell'Europa (e solo dell'Europa) (segue)

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        • Skybolt

          03 Settembre 2018 - 17:05

          Egregio Stearm, poi, i girotondini manco sanno chi è Marx, nè Karl nè Groucho. Vuole che riconoscano una citazione?

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        • Skybolt

          03 Settembre 2018 - 17:05

          L'esercito di riserva l'ho citato io... vedo che il vecchio Marx usato bene fa ancora male. Vuole parlarne in termini neo-classici, allora parliamo di mercato del lavoro. Se l'offerta sale a dismisura, chi detiene la domanda cosa fa? Valorriza l'offerta. Soprattutto se per decenni non ha spostato le produzioni verso l'alto valore aggiunto e l'innovazione di processo, ma addirittura ha usato l'innovazione in modo becero. Vuole che paliamo della sostituzione dei robot in una grande fabbrica di elettrodomestici in Friuli con un sistema di carrelli guidati da un umano che andava a destra quando il display gli diceva "vai a destra"? Avveniva alla fine dei '90, l'era della flessibilità all'italiana che continua ancora. Inoltre, lei sa bene che il mercato del lavoro non funziona a scompartimenti, infatti noi abbiamo richieste di ingegneri a 1300 euro al mese che mandiamo a fare i venditori.

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      • Skybolt

        03 Settembre 2018 - 13:01

        Che sono sempre quelli, si travestono da ius soli moderati, ma sempre quelli sono. E' una questione identitaria, che ironia....

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        • stearm

          03 Settembre 2018 - 14:02

          Io non ne faccio una questione identitaria, ma di natura economica. Purtroppo in Europa esiste storicamente un connubbio forte tra forze anti-capitaliste e forze che basano il consenso sul concetto di razza. Tra l'altro è ben rappresentata da questa alleanza di governo. E' anche ben rappresentata da un certo Fassina. Poi se a destra non ci si vuole alleare con una sinistra riformista e pro-liberale in campo economico accettando magari qualche compromesso (come quello di uno Ius Soli moderati per chi nasce e va a scuola in Italia), ma si vuole continuare a considerare 'nemici' anche potenziali alleati, bè allora in bocca al lupo. Probabilmente c'è anche una destra che tutto sommato di un'economia liberale di mercato non ne sente il bisogno e preferisce allearsi con il 'populismo economico' di Grillo, Fassina e co. E allora magari la xenofobia è veramente solo un pretesto per una rivolta popolare giacobina.

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      • stearm

        03 Settembre 2018 - 13:01

        La xenofobia è un fenomeno che ha una base fisiologica, ovvero si prova disagio di fronte al diverso, tra l'altro ha anche una origine evolutiva. Il problema è di natura politica, ovvero se questo sentimento pre-politico diventa la base del consenso. Perchè una volta conquistato il consenso sulla base di questo disagio, tutto il resto, ovverto l'arte del governare, essendo subordinata al mantenimento del consenso stesso, perde ogni altro punto di riferimento. La domanda però che ti pongo è un'altra: è secondo te un caso che le forze populiste in Europa abbiano storicamente preso il potere con un mix distruttivo di 'populismo economico' e 'nazionalismo'? E' questa unione che è pericolosa, ovvero quando all'ideologia anti-capitalistica di origine marxista si abbina, al posto della coscienza di classe, una coscienza di razza, Manganello ed olio di ricino, ma anche estremi peggiori, sono solo delle modalità. Irripetibili nel Ventunesimo secolo.

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        • Skybolt

          03 Settembre 2018 - 13:01

          Il motivo è semplice, l'elite al potere propugnava l'esatto opposto: libero commercio (finto, il mercato si applica ai nemici, si regola con gli amici) e immigrazione per creare un esercito di riserva per tenere buoni i ceti inferiori, gli operai, i contadini ma anche la borghesia, che non è che cha bbai visto crescere il proprio reddito engliultimi vent'anni. La società se ne va a donne di facili costumi? E chi se ne frega, noi abbiamo le walled communities, gli aerei privati e al massimo andiamo alle Bahamas (siamo redditieri, le fabbriche non ci servono più). La chattering class garantita che sostiene le elite? Quando le vedrà partire per scampare al disastro scoprirà che sul jet non c'è posto. Sono come le rane nell'acqua, solo che sono lontane dal fuoco, ma bolliranno solo poco più tardi.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    03 Settembre 2018 - 10:10

    Il nodo autentico, il core di ogni azione umana, il commercio fu la prima, si direbbe oggi, azione multiculturale dell'uomo, è l'uso della libertà nell'ambito della libertà di mercato. La libertà, in ogni senso, non congiunta ad una responsabilità che perimetri i suoi spontanei, inarrestabili eccessi, diventa strumento d'oppressione. La necessità di perimetri responsabili e condivisi indica chiaramente l'uso appropriato e i limiti della libertà stessa. Il problema è che i perimetri ciascuno pensa di poterseli tracciare da se. I principi non negoziabili, spesso ne fanno la spesa.

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