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Toghe senza controlli

Il caso del Csm non è un’isola, ma acqua nell’infinito oceano della malagiustizia italiana. Storie ed esempi da ricordare

Giuseppe Sottile

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sottile@ilfoglio.it

11 Giugno 2019 alle 06:17

Toghe senza controlli

Luca Palamara (foto LaPresse)

I professori sono fatti così: tu gli chiedi che ne pensa della palude nella quale sprofonda giorno dopo giorno la magistratura e lui, Aristide Carabillò, maestro di giurisprudenza negli anni in cui lo stato di diritto contava qualcosa, parte inevitabilmente dal filosofo Ludwig Wittgenstein. Per spiegarti che l’isoletta dentro la quale i puri e i purissimi dell’onestà vorrebbero circoscrivere lo scandalo di Luca Palamara, l’ex membro del Csm indagato per corruzione, in realtà contiene l’infinito oceano della giustizia e della...

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Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

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  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    16 Giugno 2019 - 23:11

    Purtroppo tutti gli italiani "normali" sanno che la c.d. giustizia italiana è come lei l'ha tratteggiata con semplici esempi: il Potere Giudiziario è di gran lunga il più marcio, corrotto e disonesto rispetto agli altri poteri istituzionali, ma attenzione: colpa di chi? Il discorso è lungo e complesso, anche se comunque nessuna motivazione può giustificare il protrarsi di una gestione della Giustizia come l'attuale. Pazzesco che in uno Stato di Diritto possa esistere un funzionario di Stato, con potere di vita o di morte ma esonerato dal motivare e render conto del proprio operato. Assolutismo incarnato. Ed inconcepibile quanto inquietante che finora nessun Presidente della Repubblica abbia mai osato esercitare minimamente la propria attribuzione di suprema magistratura, di fronte a una giustizia scandalosa. Ma il peggio è che in occidente tutti i tribunali appaiono ideologizzati e capaci di imporsi sui cittadini con un potere assoluto! Perciò, non ci resta che sperare in uno tsunami

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  • luigi.desa

    11 Giugno 2019 - 12:12

    Essendo molto anziano e sempre attento alla rassegna stampa ho sempre dubitato della vulnerabilità etica di molti magistrati egualmente osannati da certo giornalismo d'accatto e ciò che più preoccupa è una sorta di loro mancanza di cultura e ahinoi mancanza di intelligenza. Parafrasando Manzoni se uno il comprendonio non ce lo ha non se lo può dare e in natura non solo non si nasce imparati ma la tanto vitupirata diseguaglianza economica e sociale esiste anche nella esiguità intellettuale delle persone e di più nel cattivo uso di quel poco che c'è. In tv appaiono magistrati con la lingua troppo sciolta ed altri che non riescono a mettere tre parole in croce. E' il bello della disuguaglianza o no?

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