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Non basta Palamara per spiegare i guai seri della magistratura

Sarebbe bello poter dire che la credibilità dei magistrati è stata aggredita solo dai traffici relativi al futuro della procura di Roma. Giudici mediatici e pm politicizzati: spunti per discutere di un problema serio, senza altre false ipocrisie

10 Giugno 2019 alle 08:28

Non basta Palamara per spiegare i guai seri della magistratura

Luca Palamara (foto LaPresse)

L’incredibile guerra tra bande che si è manifestata a cielo aperto tra le correnti della magistratura a colpi di pizzini sui giornali, indagini a orologeria ed esposti in procura ha rimesso al centro del dibattito pubblico un tema che periodicamente riaffiora ogni volta che si prova a ragionare su quello che oggi è uno dei principali punti di debolezza del mondo della magistratura italiana: la capacità di ciascun pm e di ciascun giudice di evitare ogni comportamento capace di compromettere...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • oliolà

    11 Giugno 2019 - 18:06

    Come può essere che il magistrato, non questo o quello, ma "il magistrato", possa sovrapporre il codice morale al codice penale? Sarà che li confonda? La Coscienza - chiamiamola così, facendo un torto alla Magistratura che non dovrebbe averne dal momento che possiede il Codice - è una cosa uggiosissima. O la si ammazza fin dal primo momento, spiaccicandola al muro con un martello di legno, o la si assoggetta e sarà un bravissimo cane da guardi che ci manterrà immacolati. Una volta c'erano i tribunali speciali e il lavoro sporco lo facevano loro, avendo lasciato la coscienza nell'anticamera del partito. Ora siamo in democrazia e ciascuno s'aggiusta come può.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    10 Giugno 2019 - 15:03

    Il baco di fondo, ce lo portiamo dietro da sempre, con alti e bassi, ma con tendenza storica immutata, è nella inadeguatezza culturale: il rifiuto del concetto di responsabilità. Antropologico, verrebbe da dire, con cui le nostre classi dirigenti hanno affrontato e gestito il potere politico, economico, sociale che i cittadini avevano loro affidato. Le “correnti” son in affetti “fazioni” che si contendo il potere guidate da interessi di “porziuncole e feudi personali”. Sempre accaduto nei governi di coalizione, gli unici che la Costituzione ammette. Era impossibile il baco non allignasse anche nel CSM. Ci rifugiamo nelle personalizzazioni e nella atomizzazione delle responsabilità, Infatti, è evidente, non basta Palamara.

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