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Il caos al Csm svela il nuovo girone infernale della cultura del sospetto

Se non si sono salvate le eminenze, quale sorte toccherà ai povericristi quando la Santa Inquisizione del Trojan andrà a giustiziare vecchi e nuovi nemici dell’onestà-tà-tà?

6 Giugno 2019 alle 06:10

Il caos al Csm svela il nuovo girone infernale della cultura del sospetto

Foto Imagoeconomica

A vederli così, stravolti e smarriti, attorno al tavolo tondo di Palazzo dei Marescialli, fanno quasi tenerezza. Sono lì che annaspano, che si affannano, che si gonfiano i polmoni di ipocrisia e di retorica, che tentano con i ditini alzati di farsi coraggio a vicenda dicendo che in fondo le mele marce sono solo cinque, che l’esplosione dello scandalo è stata devastante ma si può ancora risorgere, che non tutto è perduto perché la maggioranza dei magistrati è sana e...

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Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile

Giuseppe Sottile ha lavorato per 23 anni a Palermo. Prima a “L’Ora” di Vittorio Nisticò, per il quale ha condotto numerose inchieste sulle guerre di mafia, e poi al “Giornale di Sicilia”, del quale è stato capocronista e vicedirettore. Dopo undici anni vissuti intensamente a Milano, – è stato caporedattore del “Giorno” e di “Studio Aperto” – è approdato al “Foglio” di Giuliano Ferrara. E lì è rimasto per curare l’inserto culturale del sabato. Per Einaudi ha scritto anche un romanzo, “Nostra signora della Necessità”, pubblicato nel 2006, dove il racconto di Palermo e del suo respiro marcio diventa la rappresentazione teatrale di vite scellerate e morti ammazzati, di intrighi e tradimenti, di tragedie e sceneggiate. Un palcoscenico di evanescenze, sul quale si muovono indifferentemente boss di Cosa nostra e picciotti di malavita, nobili decaduti e borghesi lucidati a festa, cronisti di grandi fervori e teatranti di grandi illusioni. Tutti alle prese con i misteri e i piaceri di una città lussuriosa, senza certezze e senza misericordia.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Giugno 2019 - 19:07

    Il CSM prepara il contrattacco: il nemico che compatta è Salvini. Demonizzarlo mette tutti d'accordo. Ah, le Corporazioni.

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  • gesmat@tiscali.it

    gesmat

    06 Giugno 2019 - 18:06

    Solo cinque mele marce? Probabilmente siamo di fronte alla cultura dell'impunità tà tà tà tà. Credo e e penso si possa serenamente sostenere, numeri alla mano, che, purtroppo. quando si tratta di magistrati, il più pulito ha la rogna. In questo caso ha ragione Davigo: il magistrato pulito è quello non ancora inquisito. A Cagliari è ancora vivo il ricordo del magistrato che, non appena ha avuto sentore d'essere inquisito , s'è sparato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    06 Giugno 2019 - 15:03

    Al direttore - Chiamare "cultura" l'esercizio del sospetto, messo in atto da tutte le parti con il concorso entusiastico e interessato dell'informazione, come unicum di lotta politica, equivale a definire la "cultura" un mezzo ignobile, osceno per imbrogliate gli elettori. Ma si sa, se ad un ronzino fai credere di essere un purosangue, i ronzini abboccavo. Grasso che cola per chi influenza i ronzini. C'est la vie.

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  • Giovanni Attinà

    06 Giugno 2019 - 13:01

    Sono trent'anni che si parla e si scrive dell'esigenza di riformare la magistratura. Poi non succede niente e basta la solita indagine per sollevare polveroni. Non sarebbe ora di passare dagli annunci ai fatti. Uno di questi riguarderebbe il divieto ai magistrati di candidarsi alle elezioni politiche. In caso di questa scelta, per rientrare nella magistratura occorre un periodo sabatico minimo di 5 anni.

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