Cinque mesi di decrescita infelice

Redazione

Dopo i dati sulla crescita arrivano quelli sul lavoro: a settembre persi 34.000 occupati con la disoccupazione che torna a salire. Dalla Borsa allo spread tutti i numeri da incubo del governo gialloverde

Dal primo giugno, giorno dell'insediamento del governo gialloverde, le cose per l'Italia non sono andate proprio benissimo. L'orizzonte luminoso tante volte annunciato sembra essere sempre più lontano. E sono diversi i dati che mostrano un arretramento dell'economia italiana e fanno presagire un peggioramento anche nel prossimo futuro. Denumeri da paura dell’Italia populista, abbiamo già parlato sulle pagine del Foglio. Tra i primi dieci paesi dell’Eurozona, l’Italia è quello che ha lo spread tra i titoli del debito pubblico (Btp) e i Bund tedeschi di gran lunga più elevato. In particolare lo spread è salito di 130 punti e la spesa per interessi sui titoli di stato, secondo Carlo Cottarelli, nel solo periodo maggio-agosto, è costata in più allo stato 898 milioni. La Borsa italiana, a partire dal primo maggio 2018, come si può verificare dalle banche dati di Bloomberg, ha bruciato oltre 100 miliardi, con un calo percentuale di circa il 23 per cento registrato dall’indice Ftse Mib, il più rappresentativo di Piazza Affari. Il dato di ieri sulla crescita zero è un altro campanello d'allarme: l’Istat ha stimato che nel terzo trimestre dell’anno, per la prima volta dal 2014, il pil è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Perciò quest’anno difficilmente il pil aumenterà dell’1,2 per cento – come scritto nella Nadef. I dati negativi sulla crescita hanno fatto impennare ancora lo spread, che è tornato sopra i 310 punti base, impattando sui 5,5 miliardi di titoli di stato in asta ieri, costati allo stato circa 700 milioni in più rispetto ai tassi dello scorso aprile. 

 

Anche sul lavoro, materia di competenza del ministro Luigi Di Maio, i dati sono negativi. A settembre l’occupazione torna a scendere, dopo i buoni dati di agosto, mentre cresce la disoccupazione dopo due mesi di diminuzione. Il tasso di disoccupazione a settembre risale infatti di 0,3 punti percentuali su agosto al 10,1 per cento, rileva l'Istat nella nota flash su occupati e disoccupati. Invertendo la tendenza positiva che, fino a oggi, aveva prodotto un calo costante del dato (rispetto a settembre 2017 il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,1 punti).

  

  

Le persone in cerca di lavoro sono 2.613.000 in aumento di 81.000 unità (più 3,2 per cento) rispetto ad agosto e in calo di 288.000 unità su settembre 2017. A settembre il calo dell'occupazione si concentra nei dipendenti permanenti (-77.000 unità) mentre aumentano gli occupati a termine (+27.000) e gli indipendenti (+16.000). Insomma, stando ai numeri, sono stati bruciati 34 mila in un mese.

  

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