Ecco la (de)crescita economica del governo gialloverde

Redazione

L'Istat certifica che nell'ultimo trimestre il pil è calato dello 0,1 per cento, per la prima volta dopo tre anni e mezzo  

Doveva essere un trimestre a crescita zero, dato di per sé poco allettante, e invece per la prima volta dopo quattordici trimestri positivi, il pil dell'Italia si accompagna con il segno meno e rispetto al periodo precedente diminuisce dello 0,1 per cento. Decimali, direbbe il governo del cambiamento, che però hanno un impatto per l'economia del paese molto più che simbolico. Il dato è stato fornito dall'Istat, che ha aggiornato la precedente stima del 30 ottobre rivedendola al ribasso. Secondo i dati di oggi la variazione acquisita per l'anno in corso è dello 0,9 per cento mentre nelle stime di crescita contenute nella manovra il governo indica un pil dell'1,2 per cento per il 2018. 

  

   

   

Il calo dell'attività economica è dato dalla diminuzione di tutti i principali aggregati della domanda interna, dai consumi finali nazionali (-0,1 per cento) agli investimenti fissi lordi (-1,1 per cento). "La flessione, che segue una fase di progressivo rallentamento della crescita, è dovuta essenzialmente alla contrazione della domanda interna – spiega l'istituto di statistica – causata dal sovrapporsi di un lieve calo dei consumi e di un netto calo degli investimenti, mentre l’incremento delle esportazioni, pur contenuto, ha favorito la tenuta della componente estera. L’input di lavoro è aumentato, nonostante l’andamento negativo dell’attività: le ore lavorate sono cresciute dello 0,5 per cento e le unità di lavoro dello 0,1 per cento". Dal lato dell'offerta di beni e servizi, si registra un andamento congiunturale positivo soltanto per il valore aggiunto dell'agricoltura, cresciuto dell'1,6 per cento, mentre quelli dell'industria e dei servizi sono diminuiti, rispettivamente, dello 0,1 per cento e dello 0,2 per cento. 

  

I dati sui conti economici trimestrali seguono quelli sul lavoro, pubblicati in mattinata. L'Istat segnala che nel mese di novembre sono aumentati i disoccupati, che sono 56 mila unità, con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 10,6 per cento. Di contro, qualche segnale positivo si intravede nel calo degli inattivi: ci sono cioè più persone che hanno iniziato a cercare lavoro. Con il pil che arretra, tuttavia, potrebbe essere più difficile trovarlo. 

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