Leclerc corre a Italia viva

Maurizio Crippa

Il pilota della Ferrari è così svelto (anche a cambiare partner) che se va a correre alla Leopolda soffia via il partito a Renzi

Era un sacco di tempo che noi italiani si cercava un vero leader, fosse pure un Papa straniero. Giovane, ma non bamboccione. Arrogante, ma non come quello. E l’abbiamo trovato. O meglio, non abbiamo fatto in tempo a trovarlo che ci ha superati, a sinistra e anche a destra, nelle nostre più rosee attese. Jacques Leclerc: ventuno anni, monegasco (più oriundo che straniero), campione predestinato della Ferrari. Pronti via, non è neanche un mese che ha vinto il primo Gp della sua vita; passano due settimane ed è il primo ferrarista a trionfare a Monza dai tempi che c’era ancora Berlusconi al governo. Non si fa in tempo a dire “golden boy” che, ciliegina sulla torta, arriva la prima intervista della fidanzata. E mica un’ombrellina da griglia di partenza o una buzzicona: bella, seria, napoletana, studiosa, di buona famiglia e persino riservata. Bandiera a scacchi: è la first lady per il prossimo decennio. Invece neanche due settimane dall’apparizione e Leclerc, più veloce della luce, la molla. Sconcerto e scontento. Lei, tanto brava, si limita a un sobrio annuncio su Instagram, “Charles mi ha lasciata. Vuole dedicarsi solo alla Ferrari”. Ma si capisce che c’è rimasta peggio di Franceschini col Pd. E sarebbe finita qui, non fosse che se cercavamo un leader sveglio e furbo come una volpe, l’abbiamo trovato davvero. Non è passato un giorno e vien fuori la notizia che ha già un’altra fidanzata: francofona questa, e bella ça va sans dire. Senza manco fermarsi al pit stop. Così svelto che se per sbaglio va a correre alla Leopolda gli soffia Italia viva prima che Renzi abbia finito di baciarla.

Di più su questi argomenti:
  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"