Ciao, sono il ghiacciaio

Maurizio Crippa

Lo scioglimento del ghiacciaio Planpincieux sul Monte Bianco e una vecchia freddura inglese

C’è questa vecchia freddura inglese, glaciale come il loro humor. Il maggiordomo bussa allo studio del lord, in vestaglia da camera come Berlinguer nella celebre vignetta di Forattini: “Milord, il Tamigi è in piena”. “Sto leggendo, George…”. Dopo un’ora, “signore, il Tamigi straripa”. “E’ normale, George. Non seccarmi con sciocchezze da popolino”. Alla fine: “Che c’è ancora, George?”. E il maggiordomo, spalancando la porta: “Milord, il Tamigi”. Nel Montana, un’ondata di freddo tremendo ha causato nevicate intense e fuori stagione, persino lassù. Titoli allarmati, ma con la specifica: “Era dal 1892 che in Montana non si registrava un evento climatico così estremo”. Il che vuol dire che era già accaduto, più di cento anni fa. E tanto basta a rassicurare i nostri clima-scettici, inamovibili come lord inglesi in poltrona. Poi c’è il ghiacciaio Planpincieux sul Monte Bianco che, forse per la malinconia di essere rimasto quasi da solo, tra i suoi simili, sulle Alpi, ha deciso di suicidasi scivolando a valle. Ha iniziato senza farsi vedere, 15 o 30 centimetri al giorno. Ora sono 60, anzi 90 per la sua parte frontale, che è “solo” di 27 mila metri cubi, il 10 per cento della massa totale di ghiaccio: come se uno di noi perdesse “solo” una gamba. Però pian piano arriva, e per quanto non sarà come quando in tanti guardavano la frana che correva nel Vajont, ma chi di dovere si girava dall’altra parte, vedere tutti questi che dicono che è colpa di Greta, e che persino il Papa esagera, fa quasi venir voglia di poter dire, anche presto: “Signori, il ghiacciaio”.

  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"