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Da buttarsi nel Fiume

Il comune di Trieste inaugura la statua di D'Annunzio a cento anni esatti dalla spedizione di Fiume. Ma è di una bruttezza rara

13 Settembre 2019 alle 06:00

Da buttarsi nel Fiume

La statua di Gabriele D'Annunzio a Trieste (foto da Facebook)

L’unica cosa che possiamo affermare con sicurezza è che è molto più brutta della statua di Montanelli ai Giardini di Milano. Non era facile. Una cosa di un tristezza, di un color cacchetta, la statua di Gabriele D’Annunzio seduto su un un muretto messa lì ieri a Trieste, il 12 settembre, a bella posta nell’anno centenario della spedizione di Fiume. L’immagine di un impiegato di banca in pausa pranzo, di un borghesuccio che di certo avrebbe profondamente offeso quell’egocentrico estetizzante, convinto com’era di essere una bellezza italica. Del resto ben gli sta, se il problema fosse la statua. E poi scriveva pure male. Per il resto, vorremmo avere le certezze di Giordano Bruno Guerri (si scherza, eh) che ieri sul Giornale illustrava impavido la tesi che l’impresa di Fiume, altro che proto-fascista, fu un magnifico progetto di democrazia. Ma si fatica un po’. Così per limitarci a Trieste e alla sua statua, abbiamo la (quasi) certezza che il sindaco Dipiazza e la sua giunta di centrodestra avrebbero fatto miglior figura a soprassedere, o a cambiare data. Ieri il governo croato ha recapitato all’ambasciatore d’Italia a Zagabria, una nota di disappunto per l’inaugurazione “proprio nella giornata che marca il centenario dell’occupazione”. E il sindaco di Fiume, a rincaro, ha chiamato D’Annunzio “un precursore dell’ideologia fascista” e l’iniziativa “una glorificazione dell’occupazione violenta di una città”. Come gli sia venuto in testa, non si sa. A meno che, dimenticavamo: deve essere stata pensata ai tempi dell’ardito governo sovranista. Ma adesso alla Farnesina vigila Giggino. Per fortuna.

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Commenti all'articolo

  • carloalberto

    13 Settembre 2019 - 22:10

    M'immagino le competenze storico-politiche del governo croato (quello per cui massacrare gli italiani, i serbi, gli ebrei va benissimo, liberare una città italiana dal dominio straniero no) e del sindaco di Rijeka...

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  • giuseppezavaroni

    13 Settembre 2019 - 08:08

    L'autore di un commento così becero e pressapochista ha tutti i titolo per stare nel governo, almeno come sottosegretario. Manca, infatti, totalmente di buon gusto ("D'Annunzio scriveva male"), ignora la storia nazionale e lo scempio delle genti ialiane, delle imprese italiane e della cultura italiana che hanno perpetrato quei bifolchi selvaggi, ipersovranisti e fasciocomunisti dei croati, è profondamente antidemocratico e, al contempo, privo di spina dorsale (e perciò pronto a inchinarsi ai capricci e ai vaneggiamenti del governo croato, manco fosse macron o juncker)

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