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Gli anti-italiani di Trieste

Nella città giuliana non vogliano una statua di Gabriele D’Annunzio. E' comprensibile: il Vate fu cantore dell’italianità

13 Giugno 2019 alle 06:28

Gli anti-italiani di Trieste

Piazza dell'Unità a Trieste (foto LaPresse)

Più poesia, meno politica. Che gli anti-italiani di Trieste non vogliano una statua di Gabriele D’Annunzio in piazza della Borsa è comprensibile: il Vate fu cantore dell’italianità. Eviterei però, per amore di Trieste e della poesia, le prove di forza e infinite polemiche fasciocomuniste. Concederei agli anti-italiani non il diritto di veto sulla statua dannunziana ma il diritto di voto su un’altra statua, in altro luogo della città, da dedicare a un altro poeta a loro più confacente. Io propongo Carolus Cergoly. Non un grande poeta di lingua italiana: un grande poeta di lingua triestina. E un anti italiano acerrimo. In un suo magnifico testo in prosa, “Il complesso dell’imperatore”, Cergoly scrisse che gli italiani hanno “un temperamento da valvassori un temperamento di gente isterica altezzosa e futile”. Come dargli torto? Sia però esteso il medesimo giudizio, il medesimo trio di aggettivi, agli anti-italiani, a quelli che raccolgono firme contro la statua di un poeta.

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Commenti all'articolo

  • erlenkoenig

    20 Giugno 2019 - 19:07

    Quando chi non vive a Trieste si occuperà della sua carissima Italia e la finirà di sputare sentenze senza conoscere neanche una riga della storia della città sarà sempre troppo tardi.

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  • carloalberto

    14 Giugno 2019 - 11:11

    Peccato che l'incendio del Narodni Dom avvenne perché qualcuno ci aveva ammassato dentro armi e munizioni, e dopo una manifestazione di protesta per l'uccisione di un italiano a Spalato, durante la quale qualcuno sparò dal palazzo... Forse sarebbe meglio studiarla bene, la storia. E capire che non esisteva una Trieste "internazionale" se non nell'ingegneria sociale di qualche notabile austriaco. Quanto a Cergoly, non era un poeta in una inesistente lingua triestina: era uno scribacchino che si mise al servizio della Iugoslavia di Tito fingendo di strizzare l'occhio ai nostalgici austriacanti e quindi antitaliani. Basta coi localismi! Una volta che c'è una città che era orgogliosa di essere italiana, possibile che non si debba esserne orgogliosi? Possibile che dobbiamo sempre sputarci addosso perché saremmo il peggio dell'umanità? Forse che gli isterici valvassori non esistano fuori d'Italia? Forse che la Iugoslavia era davvero meglio dell'Italia? Vogliamo scherzare?

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