Poi tocca a Bolsonaro?

Maurizio Crippa

Se si trovasse il modo di spedire il presidente brasiliano a inquinare un altro pianeta, sarebbe un sogno realizzato

I have a dream, nel mio piccolo. Non sarà uno di quei sogni planetari e onnicomprensivi come un ecosistema di Greta, prima che quei mascalzoni (non gli uomini: proprio l’Umanità) glieli rubassero. Però non è malaccio neanche il mio, anche se temo che farà la stessa fine: un castello campato in aria. Come un Sinodo dell’Amazzonia. Il sogno è questo. Dopo che ci siamo liberati con agile supercazzola ferragostana del sovranista da spiaggia, fuori uno; dopo che ci siamo liberati mercè la regina del sovranista da Brexit; dopo che Trump è finito nelle grinfie della Pelosi (non se ne andrà, ma almeno proverà cosa vuol dire essere impicciati per qualcosa di meno transeunte di un pompino), ecco; quarto, potrebbe venire Bolsonaro. Il sovranista tropicale e incendiario che all’Onu ha detto che nella foresta fa quel che vuole, perché “l’Amazzonia non è un patrimonio dell’umanità”. Che è uguale a dire che l’Isis ha fatto bene a spianare Palmira, mica era un patrimonio dell’umanità. Oppure che si possono sparare gli attivisti indios o le bambine per strada, tanto i diritti umani mica sono universali. Se si trovasse il modo di spedirlo a inquinare un altro pianeta, questo farabutto di Jair Bolsonaro, sarebbe un sogno realizzato.

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"