Toti il tempista

Maurizio Crippa

Lui e Calenda non hanno il senso del ritmo. Maledetto Matteo!

Nella vita il tempismo è tutto, come ben sa il bambino che l’altro giorno è precipitato dal balcone, ma vivaddio c’era sotto un benzinaio che in quell’istante guardava proprio dalla sua parte, e oplà. Invece prendete Giovanni Toti, con quella faccia che ha visto Genova, ma per caso. Ha aspettato il momento del suicidio di Salvini per buttarsi su Salvini, geniale. E poi ha preso la rincorsa e si è lanciato nel vuoto, col suo nuovo partito, “Cambiamo!”. Peccato che, in quel medesimo istante del tempo e dello spazio, unico nel cosmo, fossero tutti girati dall’altra parte, a guardar sorgere Italia viva, il nuovo partito di Renzi. E lui, sdeng!, schiantato sull’asfalto.

 

Per equanimità di giudizio bisogna anche dire che non è l’unico. Prendete Calenda, sono mesi (anni?) che rumina, progetta, semina, macina: mo’ chiamo Bombassei e faccio un partito. A Ferragosto se n’è andato dal Pd, sdegnato, tutto era ormai pronto, persino Oscar Giannino, e invece: maledetto Matteo. Sono così privi del senso del ritmo, Toti e Calenda, che la prossima volta che ci proveranno sarà il giorno che annuncia il suo partito Mara Carfagna. E secondo voi, tutti quanti da che parte saranno voltati?

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  • Maurizio Crippa
  • "Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

    E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"