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Ideona discontinua. Mettiamo i poveri nelle scatole di tonno

A pochi passi dalle Ramblas hanno iniziato ad allestire, come fossero casette monofamiliari, dei container uso abitazione

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

7 Settembre 2019 alle 06:00

Ideona discontinua. Mettiamo i poveri nelle scatole di tonno

È il primo weekend della discontinuità, va tutto bene, il conte vero, Gentiloni, chiacchiera per ore “in grande amicizia” con Ursula e possiamo rilassarci. Così cercavo una storia bella, per contribuire a un sabato di serenità. Ma sono incappato in questa, che non saprei dire, ma forse sarà una buona idea anche questa per la discontinuità: invece di raccattare i disperati di barconi, importiamoli direttamente dentro alle scatole di tonno (tanto l’apriscatole è tornato al suo legittimo utilizzo, no?). Sì insomma dentro ai container, o le “sardine tins” come dicono gli inglesi che sono sempre caustici. A Barcellona, libera città ricca e dagli splendidi palazzi, e già antesignana dell’housing sociale, a pochi passi dalle Ramblas hanno iniziato ad allestire, come fossero casette monofamiliari, dei container uso abitazione. Per metterci i poveri, i perdenti alloggio e quelli che la gentrification sta cacciando ormai pure dalle periferie. Si aprono porte e finestre (con l’apriscatole), si mette un bell’arredo come Ikea comanda, ed è fatta. Del resto non è un’idea venuta ai catalani, anzi i nipotini di ‎Antoni Gaudí erano sulle prime un po’ perplessi: stanno già sperimentando il modulo abitativo a Londra, ad Amsterdam e a Mumbai. Pare che funzioni anche meglio delle casette per terremotati di quando il Cav. era il Presidente Ricostruttore. E chissà, forse sono anche una soluzione green. Potrebbero inserirla nel Programma. Al punto 27. Chissà se sono più sereno, adesso.

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    07 Settembre 2019 - 14:02

    Si è vero che ad Amsterdam ,visitata da poco , stanno allestendo blocchi di container ,tipo cantiere, per abitazioni mono o plurilocale, lungo gli argini dei canali che attraversano il centro città. Non li considero di primo acchito una cattiva idea. Quelli che ho visto,dall'esterno, non li considererei un estrazione dei classici ghetti di memoria storica . Perché si integrano con tutto rispetto nel centro storico e non sono ai margini della citta . Ed essendo distribuiti diligentemente nel tessuto urbano non hanno il sapore di costituire degli agglomerati abitativi spregevoli sia sul piano formale che su quello funzionale. Mi sembra anche una buona idea per non cementificare ulteriormente centri storici ,dando la possibilità alle nuove generazioni di collocarsi in maniera comoda e non troppo costosa in città, funzionale per la loro attività lavorativa.

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