Bravi e cattivi

Roberto Maroni

Promossi Fontana e Zaia per il loro impegno contro l'epidemia. Bocciata, ancora una volta, l'Unione europea

Riprendo la consuetudine barbarica di giudicare chi ci governa. Senza pregiudizi politici, solo sulla base di ciò che hanno fatto. Un BRAVO convinto va ai governatori della Lombardia e del Veneto, Attilio Fontana e Luca Zaia. Alle prime evidenze dell’epidemia corona-virale si sono mossi subito, con tempestività e concretezza, anticipando quelle misure di prevenzione e di protezione che ora sono adottate ovunque. All’inizio vennero accusati di allarmismo esagerato per fare propaganda alla Lega di Salvini. E invece avevano ragione loro, veri interpreti della politica della concretezza propria del rito ambrosiano. Non si sono fatti intimorire dalle critiche e sono riusciti a convincere il governo a condividere le drastiche misure da loro messe in campo. E a estenderle adesso a tutte le regioni italiane.

 

Un BRAVO anche al direttore di questo giornale, l’amico Claudio Cerasa, che esorta la classe politica a mettere in quarantena l’èra dell’irresponsabilità. In questo modo, scrive, diventa più semplice distinguere i politici che tentano di mettere in campo soluzioni per risolvere i problemi e i politici che usano invece i problemi per cercare di conquistare consenso. Parole sante, che condivido con la mia trentennale esperienza nelle istituzioni. Il titolo di CATTIVO questa volta va, oltre al coronavirus, all’ameba chiamata Unione europea. Zero iniziative, zero controllo, zero aiuto. Ma si può? Di fronte a Ursula VDL persino Conte appare come uno statista di rango. Stay tuned.

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