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Dove si è diffuso il coronavirus. La mappa dei contagi

Dall'epicentro di Wuhan alla diffusione fuori dai confini della provincia di Hubei. Cos'è il 2019-nCoV e dove sono stati confermati i casi di contagio. Infografiche

15 Febbraio 2020 alle 08:06

Dove si è diffuso il coronavirus.  La mappa dei contagi

[articolo aggiornato alle 12.20 del 18 febbraio] Era il 31 dicembre 2019 quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan aveva per la prima volta inviato una segnalazione all’Oms nella quale informava l'agenzia di avere registrato in tutta la provincia di Hubei un rilevante numero di casi di polmonite derivanti da cause ignote. La diffusione di quella che verrà chiamato 2019-nCoV e successivamente Covid-19, la malattia causata dal Sars-CoV-2 (è con questo nome che lo European Centre for Disease Prevention and Contro si riferisce al patogeno) in Cina era iniziata verso la metà del mese, mentre i primi casi di persone che manifestavano i sintomi del contagio erano stati individuati già l'8 dicembre. Il 10 gennaio per la prima volta veniva determinata la sequenza genomica del virus: si tratta di un betacoronavirus correlato a quello che ha causato la Sindrome respiratoria mediorientale (Mers-CoV) e a quello della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars-CoV). Le ricerche sono proseguite e il 20 gennaio la National Health Commission (NHC) cinese ha scoperto la trasmissibilità da essere umano a essere umano del nuovo coronavirus.

    

Dai primi di dicembre a oggi, secondo i dati elaborati dalla Johns Hopkins University (qui trovate la mappatura completa dei casi), sarebbero oltre 63mila i contagi e oltre 1.800 i morti causati (o concausati) dal virus 2019-nCoV. Almeno 12mila persone hanno superato la malattia e sono nelle fasi finali della convalescenza, senza particolari complicazioni.

  

Il 14 febbraio è stato segnalato il primo caso di contagio in Africa: si tratta di un cittadino cinese posto in quarantena in Egitto. Il 15 febbraio 2020 per la prima volta dall'inizio del contagio si è registrato un decesso fuori dal continente asiatico, in Francia, come ha specificato il ministero della Salute di Parigi.

   

La nave da crociera Diamond Princess, ormeggiata nel porto giapponese di Hokoyama con centinaia di passeggeri infetti a bordo, è al momento il più grande focolaio del virus fuori dalla Cina. La Farnesina ha confermato che tra le persone positive al virus c'è anche un cittadino italiano.

 

Nota bene: i cinesi, che dichiaravano i pazienti infetti in calo continuo, nella notte fra il 12 e il 13 febbraio hanno dichiarato oltre 14 mila nuovi infetti. Cosa è successo? Molto semplicemente, le autorità sanitarie hanno cambiato la definizione di “soggetto infetto”, contando anche quei pazienti che non hanno fatto il test molecolare, ma presentano segni clinici d’infezione. Al variare del criterio diagnostico (cioè del criterio che ci fa classificare come infetto un soggetto) i numeri possono variare di tanto, di tantissimo, e crescere ancora di molto. Interessante è valutare le motivazioni per cui questo cambio è stato introdotto.

Per approfondire:

I numeri del coronavirus

La Cina cambia i criteri diagnostici: così il conteggio degli infetti e la confusione aumentano

 

Questo cambiamento è evidente nel secondo grafico, qui sotto:

  

La mappa dei contagi del coronavirus

 

dati aggiornati alle 12,20 del 18 febbraio

 

I casi di contagio in Cina e nel mondo

 

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