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Primarie per tutti nella capitale

Chi sono e cosa chiedono i civici, i politici e la sinistra extra Pd, in campo autonomamente dal Pd

2 Agosto 2020 alle 06:00

Primarie per tutti nella capitale

Amedeo Ciaccheri, presidente del Municipio Roma VIII(foto LaPresse)

Roma. C’è un tempo per tutto o non c’è più tempo? Corre lungo il confine tra queste due possibilità il dilemma che sta dividendo il centrosinistra romano: fare le primarie prima possibile, per confrontarsi su persone e programmi, vista anche la necessità di gestire al meglio il post emergenza sul territorio oppure fare le primarie dopo le Regionali, vista anche la stessa necessità di gestire al meglio il post-emergenza sul territorio? La prima posizione – primarie appena possibile – è quella apertamente dichiarata dalla sinistra extra pd, compresi i minisindaci dei municipi VIII e III Giovanni Caudo ed Amedeo Ciaccheri, con l’alleanza civica “Liberare Roma”, l’associazione Tutti per Roma, Roma per tutti (con Emma Amicone), i Radicali (con il deputato di + Europa Riccardo Magi pronto a candidarsi), l’associazione Romapuoidirloforte (con Tobia Zevi pronto a candidarsi), oltre alle Sardine (con Mattia Santori intervistato sul sito di Primarie Roma 2021) e al minisindaco del primo municipio Sabrina Alfonsi che osserva con interesse.

 

Dall’altro lato c’è il Pd locale: il segretario Andrea Casu, intervistato da questo giornale qualche giorno fa, ha detto espressamente “non adesso, ora stiamo vicini alla città in emergenza”. Intanto i civici a sinistra del Pd stanno raccogliendo adesioni e, dicono, anche commenti non necessariamente amichevoli: “Segno di vitalità, segno che esistiamo”, dicono dall’embrione del futuro comitato, la cui nascita è prevista per settembre, contemporaneamente al “manifesto”, al momento in cantiere con apertura “al contributo di tutti” e con l’obiettivo di trasformare “le tante singole proposte in un’unica proposta vincente”. Non vogliono “scannarsi sui nomi”, i civici e i movimentisti a sinistra del Pd, ora che qualche nome circola (primo tra tutti, in area pd, quello di David Sassoli).

 

L’idea è quella di non stare fermi mentre il sindaco Virginia Raggi, in cerca di ricandidatura, si rende visibile al grido di “guardate che cosa facciamo” (per il verde, per le strade, per i trasporti), nonostante gli evidenti e numerosi problemi irrisolti (o addirittura aggravati, dagli stessi trasporti alla spazzatura). E l’idea è anche quella di non arrivare trafelati al confronto con le destre: “Mancano pochi mesi alle elezioni amministrative ma il dibattito, nel centrosinistra, non è neanche iniziato”, dice il tam tam del futuro comitato di Primarie Roma 2021: “I partiti sembrano impermeabili alle pressioni della base, che chiede un confronto ampio sulle soluzioni ai problemi che strangolano la Città Eterna. Per questo, di fronte all’immobilismo, abbiamo deciso di metterci in moto”. Le posizioni si differenziano per sfumatura politica: si va dal “sono pronto a correre, ma mai alleato con il M5s” al “solo chi ha lavorato sul territorio può ambire al Campidoglio” di Giovanni Caudo.

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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