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Fassina lancia la sua “coalizione sociale” per il dopo Raggi


L’aggettivo per connotare la sua coalizione il deputato di Leu non lo ha scelto a caso, le priorità saranno due: diritto all’abitare e diritto a lavoro

28 Novembre 2019 alle 11:22

Fassina lancia la sua “coalizione sociale” per il dopo Raggi

(Foto LaPresse)

Roma. Dai movimenti per la casa ai sindacati, dai ragazzi di Fridays for the future ai comitati dei pendolari e alle rappresentanti della Casa internazionale delle donne. “Una larga coalizione sociale che possa offrire una proposta politica elettorale alla città nella primavera 2021 e diventi protagonista del governo di Roma”. È questo l’obiettivo che Stefano Fassina ha lanciato la scorsa settimana nell’assemblea pubblica intitolata “La città da ascoltare” organizzata con la consigliera Cristina Grancio, la dissidente grillina cacciata dal gruppo consiliare per il suo No allo stadio della Roma. E Stefano Fassina, consigliere comunale di Sinistra per Roma, deputato di Leu e fondatore del movimento Patria e Costituizione – “C’è un po’ di confusione a livello di geografia politica, mi rendo conto”, autoironizza – mette subito le mani avanti: “Non sarà il mio comitato elettorale”. “Il mio obiettivo – spiega – è far partecipare alla politica chi oggi la fa già, ma è fuori dalle istituzioni e deve entrare per superare quello scarto che c'è tra l'attività politica istituzionale e quella sociale.

 

Questo è l’obiettivo primario non la mia ricandidatura (Fassina si candidò sindaco con Sinistra per Roma anche nel 2016 ndr)”. “Questi soggetti – aggiunge ancora – dovranno essere protagonisti in Campidoglio e nei Municipi, non il sostegno elettorale per un’offerta politica predeterminata”. “E non si tratta di un’operazione semplice”, ammette Fassina. Per riuscirci si partirà con assemblee pubbliche nei municipi e appuntamenti per la redazione del programma. Per vincere, però, senza il Pd è difficile. “A noi piacerebbe avere anche il Pd in questa grande coalizione, ma la posizione dei dem a Roma è molto ambigua. In Assemblea capitolina il rapporto con i consiglieri e il capogruppo Giulio Pelonzi è molto positivo, ma fuori dal consiglio comunale non è chiaro quale sia il profilo del Pd in città e se sia in grado di garantire discontinuità rispetto alle stagioni passate”. 
L’aggettivo “sociale” per connotare la sua coalizione Fassina non lo ha scelto a caso, le priorità saranno due. Non trasporti e rifiuti, ma “Diritto all’abitare e diritto a lavoro”, ci dice Fassina che questi punti sembra avere le idee già abbastanza chiare. “A Roma c’è una drammatica problema di carenza alloggi popolari – spiega – solo il quattro per cento del patrimonio edilizio è costituito d’alloggi popolari, a Parigi la percentuale è del venti”. Come fare dunque? “Serve un piano a consumo di suolo zero per mettere a disposizione delle esigenze sociali il maggior numero d’immobili possibile: in parte ristrutturando e riqualificando quelli che ci sono e in parte con una convenzione con i grandi proprietari immobiliari che hanno oltre 150mila immobili sfitti in questa città a fronte di diecimila persona che attendono da anni un alloggio”. È per questo che alla sua assemblea c’erano anche gli abitati dell’occupazione abitativa di via del Caravaggio? “Esatto”. Non pensa che le occupazioni siano sempre ingiustificabili? “Nessuno vuole difendere le occupazioni come soluzioni, ma sono la drammatica conseguenza dell’assenza di case popolari: il 90 per cento di chi occupa è in lista per accedere agli alloggi”. 
Il lavoro, invece, non è competenza comunale, cosa potrebbe fare quindi il Campidoglio? “Sul reddito di cittadinanza – dice Fassina – il comune può giocare un ruolo importante, trasformandolo in lavoro di cittadinanza con progetti finanziati dal bilancio capitolino per impiegare le persone che ricevono il reddito”. Poi, per Fassina, ci sono i beni comuni: “Da anni ripeto che serve un regolamento per l’utilizzo a fini sociali degli immobili del comune di Roma, soprattutto nelle zone più difficili della città per aiutare chi nei territori fa un lavoro di welfare di comunità, la vera soluzione al problema della sicurezza”. Non proprio quella che piace a Matteo Salvini che proprio ieri ha fatto la sua diretta Facebook in piazza del Campidoglio. La vigilia dell’assalto di oggi quando presenterà il programma leghista per Roma. Sul dinamismo dell’ex titolare del Viminale in città Fassina non ha dubbi: “Salvini presenta una proposta di restaurazione: sulla Lega si stanno riversando tutti quegli interessi che nei decenni alle spalle hanno colpito Roma per raggiungere obiettivi privati, è un grande bluff”.

Gianluca De Rosa

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Commenti all'articolo

  • leless1960

    28 Novembre 2019 - 14:00

    Domanda molto, ma molto, meschina: secondo la logica delle case popolari a consumo zero di suolo, si vorrebbero dare case ai nulla tenenti restaurando caserme, per esempio, poste in Prati o in zone di pregio? E chi si è ammazzato di mutui e di lavoro per averne una, in un quartiere decente, semi centrale, borghese, che dirà?

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