Sommersi dai rifiuti

Marianna Rizzini

Giornata surreale. Raggi contro la discarica protesta in regione mentre Salvini la contesta in comune

Roma. Chi ha fatto l’ultimatum a chi? Si sta consumando a Roma quella che potrebbe essere chiamata la disfida dei rifiuti, con la Regione Lazio di Nicola Zingaretti e il Comune di Virginia Raggi come protagonisti. I fatti: il 21 novembre Virginia Raggi invia una lettera urgente al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, in cui si chiede di “indicare senza indugio e non oltre la data del 21 novembre un sito alternativo” dove conferire circa mille e cento tonnellate al giorno di scarti di rifiuti, “onde scongiurare una grave crisi nella raccolta” a seguito della chiusura della discarica di Colleferro. Il 25 novembre è però l’assessore regionale Massimiliano Valeriani (dopo aver incontrato il prefetto di Roma e dopo che al ministero dell’Ambiente si era riunito di nuovo il tavolo tecnico con Comune e Regione) a mettere un paletto temporale: “Se entro questa settimana Roma Capitale non darà una risposta sugli impianti che devono essere realizzati in città per scongiurare l’emergenza rifiuti, prima faremo un’ordinanza e se non verrà ottemperata scatteranno i poteri sostitutivi di surroga della Regione con un meccanismo di commissariamento”.

 

E però ieri, 27 novembre, si è visto il sindaco Virginia Raggi presentarsi in Regione, in fascia tricolore, con i presidenti di municipio, per dire no alla realizzazione di una nuova discarica (Leit motif: Roma ha già sopportato Malagrotta). Il tutto mentre Matteo Salvini, in diretta Facebook dal Campidoglio, mandava il terzo degli ultimatum (congiunto): “Basta con l’incapacità di Raggi e di Zingaretti”. Antefatto: la riunione notturna (l’altroieri) in cui il sindaco ha cercato di convincere i presidenti di municipio, e in particolar modo Dario D’Innocenti, presidente a Cinque stelle del IX municipio, di acconsentire alla richiesta della Regione, aprendo un sito stoccaggio temporaneo a Falcognana, sull’Ardeatina (in questa direzione si erano trovati d’accordo, il giorno prima, i capi di Gabinetto di Comune e Regione, vista l’alternativa: il commissariamento). Ma i presidenti di municipio non si sono convinti, e si sono presentati ieri alla Regione con la Stessa Raggi, con l’idea di chiedere di tenere aperta Colleferro fino al 2020. Risposta del sindaco di Colleferro: “Siamo pronti a salire sul Colosseo”. Risposta della Regione: “Emetteremo un’ordinanza e faremo tutto quello che la norma ci consente e ci attribuisce”. E non basta: dopo lo stop temporaneo al sito di Colleferro, Raggi aveva firmato un’ordinanza per consentire il conferimento da parte di Ama di ulteriori mille tonnellate al giorno di rifiuti nella discarica di Civitavecchia, scatenando la reazione dei sindaci dell’hinterland “non siamo la pattumiera di Roma”. Com’è finita? Con Salvini che ieri è balzato sulla protesta medesima.

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.