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Salvini vs Meloni: la competizione s'è destra

Il leghista va in tour a Ostia, i grillini tentano di oscurarlo ma lui vuole rubare voti a Fratelli d'Italia

10 Novembre 2019 alle 06:04

Salvini vs Meloni: la competizione s'è destra

Foto LaPresse

Roma. “Questa è la famosa palestra?”, chiede Matteo Salvini con gli occhi all’insù che tradiscono una curiosità autentica mentre osserva la saracinesca ormai chiusa della Femus boxe, la palestra di Roberto Spada, divenuta celebre in tutta Italia per la testata che Robertino – condannato per omicidio e associazione di stampo mafiosa all’ergastolo lo scorso settembre dalla Corte d’assise d’Appello di Roma – rifilò al giornalista Daniele Piervincenzi che aveva avuto l’ardire di provare a intervistarlo. Nuova Ostia, quartiere difficile, popolare e popoloso del litorale romano e feudo del clan sinti, almeno fino all’imponente intervento della procura di Roma, è questa la tappa che il leader del Carroccio ha scelto mercoledì per proseguire il suo “tour degli orrori” in giro per la Capitale. Attorniato da curiosi, giornalisti e questuanti Salvini ha fatto un giro per i malridotti alloggi popolari del quartiere ascoltando con pazienza le lamentele dei cittadini. A un certo punto il segretario leghista ha persino raccolto un pezzo di cornicione caduto da uno degli appartamenti delle “case di sabbia”, gli alloggi popolari affittati al comune dal costruttore Armellini, così chiamati per la loro non proprio proverbiale resistenza. “Stasera questo lo porto in tv da Giordano”, ha promesso andando via Salvini. Non prima di annunciare che “il 28 novembre all’Eur lanceremo la campagna e il programma della Lega per Roma”. La sfida del leghista a Virginia Raggi è completa. E la sindaca, Salvini lo sa, è un bersaglio sempre più facile da colpire: secondo un sondaggio commissionato dall’agenzia di stampa Dire all’istiuto Tecnè il gradimento dei romani per la Raggi è bassissimo. Otto romani su dieci considerano il suo lavoro insufficiente.

   

Anche la scelta di Nuova Ostia per la visita non è casuale. Qui i grillini romani sostengono di avere vinto quella che ritengono la loro battaglia più importante: quella della lotta ai clan della Capitale. In questo caso agli Spada, cugini lidensi dei più famosi Casamonica. Ed infatti, per accogliere Salvini, i Cinque stelle di Ostia hanno preparato un cartello che recita “Li hanno già arrestati tutti tornatene al Paapete beach”. Un concetto ribadito al Foglio dal consigliere capitolino ed ex consigliere municipale ad Ostia Paolo Ferrara: “Salvini è in ritardo. Doveva essere qui mentre arrestavamo tutti e invece era al Paapete”. Ma la mobilitazione della comunicazione del Movimento capitolino per rispondere a Salvini questa volta non parte. Alla solita valanga di tweet e post su Facebook raggruppati sotto l’hastag #Salvinichiaccherone questa volta a palazzo Senatorio preferiscono il silenzio. Succede però una cosa inedita. Appena terminata la visita del leader del Carroccio una pattuglia grillina si presenta proprio lì, a Nuova Ostia. Sono i consiglieri della commissione Sport presieduta da Angelo Diario. Con loro anche Ferrara e la presidente del Municipio, anche lei grillina, Giuliana Di Pillo. Scopo del sopralluogo: visitare il cantiere dello skatepark di piazza Gasparri, piazza simbolo di Nuova Ostia. Come simbolico è anche lo stesso skatepark, promessa della campagna elettorale i cui lavori sono iniziati venti giorni fa. Coincidenza? “Assolutamente sì, neanche sapevo che stamattina Salvini fosse a Ostia”, dice il presidente Diario. Non la vede così Monica Picca, capogruppo leghista nel Municipio: “Sicuramente quelli del M5s hanno deciso di fare la commissione dopo che hanno saputo che saremmo venuti noi: ci inseguono sempre, se serve a smuoverli ben venga”.

 

Non sono però solo i grillini a essere turbati dall’attivismo capitolino di Salvini. In Fratelli d’Italia vedono la cosa come fumo negli occhi. In tanti sono conviti che Salvini stia utilizzando Roma per rifarsi una verginità dopo aver governato per più di un anno con il M5s. Per Fabio Rampelli si tratta di una strategia di comunicazione scelta da Salvini in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna. “Matteo – spiega – per avere visibilità invece di andare a Modena o a Reggio Emilia va in giro per i mercati e i quartieri di Roma così i giornalisti parlano di lui”. Eppure nella Capitale – secondo il sondaggio dell’istituto Tecné - Fratelli d’Italia è ancora primo partito del centrodestra: al 20 per cento, due punti sopra il Caroccio. Paradosso vuole però che gli interessi di tattica politica di Salvini e Fratelli d’Italia siano uguali e contrari. E dunque se Salvini prova a “romanizzarsi”, Meloni, Rampelli & C. tentanto l’operazione inversa: emanciparsi dal pregiudizio di essere un partito romano e romanocentrico. “Non lo siamo affatto – si scalda Rampelli – anzi, stiamo raggiungendo risultati importantissimi in ogni parte d’Italia. Nessuna competizione dunque con Salvini? “A Roma vogliamo essere il primo partito e dunque il nostro avversario è il Pd (primo partito in città al 24 per cento secondo il report di Tecné), non abbia altri competitor”, replica secco Rampelli.

Gianluca De Rosa

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