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Roma insolita. Il negozio dove Miss Francia 1956 vende abiti vintage (ma solo di notte)

Alla scoperta di questo capriccio in mezzo alla Roma “dei ricchi bottegai” remottiani, che apre solo quando lo decide la proprietaria

3 Novembre 2019 alle 06:00

Roma insolita. Il negozio dove Miss Francia 1956 vende abiti vintage (ma solo di notte)

Roma. Non chiude come il Caffè Greco, non appartiene alle botteghe storiche ma è lì dagli anni 60, un capriccio in mezzo alla Roma “dei ricchi bottegai” remottiani: è il negozio di Miss France a via della Scrofa 13, accessibile solo di notte fino alle 3. Non tutti i giorni, lo decide la proprietaria – la prima sera ha dato buca – e unica commessa, Maryse Fabre: modella, cantante, soubrette a Canzonissima, a teatro con Wanda Osiris, tip-tap con la Carrà. Miss Côte d’Azur nel 1955 e poi Miss Francia 1956 ma solo per tre giorni, la notizia stava pure in prima sul Corriere d’informazione di Afeltra del capodanno 1955: il pubblico nordafricano in sala ricusò le preferenze della giuria a Maryse Fabre, e fece vincere miss Marocco Gisèle Charbit, ex segretaria di Casablanca. Maryse scappò via, approdando a Roma “quella jungla tiepida dove ci si nasconde bene”, dove sarà per sempre “Miss France” come recita l’insegna retrò.

Quando appende il led rosso con scritto open, quello dei minimarket, va in onda il garbato show di Miss France, un prodigio di memoria perché la boutique è stretta, a uncino, stipata, stratificata, vetrina baraonda dove spuntano audiocassette di Renato Zero “veniva qui in sidecar”, banconote da 50 mila lire, dischi di Mireille Mathieu – una placca alla porta ammonisce “si serve una persona per volta”. All’inizio importava vestiti, “modelli francesi esclusivi per Lei e per bambini”, poi Miss France ha virato sul vintage di marca usato: borse, cappelli, scarpe, cartelle, portafogli, eleganza mondana, da viaggio, della domenica. Passa la mano delicata su una borsa, “senti che pelle, sembra antilope” e dall’India alla Roma vellutata che l’accolse è un attimo: “Non ho mai voluto abitare in centro, avevo bisogno di luce, la luce delle ville romane”. Reticente a farsi fotografare nonostante la silhouette da ballerina classica alla veneranda età, arriva stoicamente in negozio in autobus, non dice da dove ma di sicuro da qualche parte in cui si ha ancora fede in questa città.

Stefano Ciavatta

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