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Chiuso un Settembrini se ne fa un altro: ecco dove va la vippanza Rai

Le Madeleine di “Giancarlino” ha rivitalizzato il quartiere Delle Vittorie

27 Ottobre 2019 alle 06:09

Chiuso un Settembrini se ne fa un altro: ecco dove va la vippanza Rai

Foto Facebook

Roma. Fino a qualche anno fa il quartiere Delle Vittorie, ovvero quel quadrante di Prati nei pressi di Piazza Mazzini, si svuotava subito dopo l’orario d’ufficio. Qualcuno si fermava magari per l’aperitivo da Antonini (che ha appena subito un restyling) o da Settembrini (che invece ha chiuso, al suo posto c’è Achilli). Ora, invece, si viene pure a cena, e non al solito Dante, e addirittura nel dopocena. Merito di alcune aperture nel quartiere, e soprattutto di Le Madeleine: nato nel dicembre 2015, tra poco compirà quattro anni, è diventato un punto di riferimento di questo pezzo di città fatto di uffici, Rai e abitazioni dell’upper class capitolina. “Anche grazie a noi il quartiere si sta rivitalizzando. Siamo aperti dalla colazione alle due di notte: alle 5 diventiamo una sala da the, alle 7 scatta l’happy hour”, dice Giancarlo Battafarano, 56 anni, una figlia di 23, titolare insieme ad altri. “Giancarlino” è un personaggio noto: è stato il dj più famoso a Roma, titolare del Goa, club storico della vita notturna. Poi sempre meno dischi (“ormai faccio una serata all’anno”) e sempre più locali: Ketumbar a Testaccio, Magik Bar sul Lungotevere, Caffè Propaganda al Colosseo, Hotel Butterfly, primo temporary club romano, alle ex caserme di via Guido Reni e poi al Foro Italico. E quattro anni fa, Le Madeleine. I dolcetti di Marcel Proust c’entrano molto. “Volevo fare un locale sullo stile dei bistrot parigini dagli anni ’20 ai ’50, un tuffo nel passato, come essere ospiti in una casa elegante”, spiega Giancarlino. Da qui boiserie e arredi realizzati da artigiani, marmisti, fabbri. Un ricco bancone per i cocktail da una parte, quello per la colazione dall’altro, la sala principale con le sedute imbottite assai retrò e una sala più riservata dove troneggia un fantastico Sputnik, il lampadario nato negli anni Cinquanta per le hall dei grandi alberghi. “Lo Sputnik e le lampade ce le fanno a Milano dei ragazzi che riproducono i pezzi d’epoca, sul resto mi diverto a scovare oggetti e pezzi d’arredo nei mercatini, dai rigattieri, oppure me la faccio realizzare. Nei miei locali non ho mai usato architetti…”.

 

Il locale è diventato punto di riferimento di Prati, compresa molta vippanza Rai (“al secondo piano del palazzo c’è lo staff del Festival di Sanremo”). Qui nascono (e muoiono) programmi tv, si fanno e disfano interi palinsesti. Solo nella mezz’ora dell’intervista notiamo Valeria Solarino, Paolo Genovese, Adriano Panatta, Milly Carlucci. Ospiti fissi sono pure Vincenzo Salemme, Stefania Sandrelli, Sandra Milo, Asia Argento, Rossella Brescia. La pasticceria è italiana e francese (chef Francesca Minnella), mentre la cucina è più italiana con qualche incursione d’oltralpe (chef Nicolò Natalini). I prezzi non sono economici, ma nemmeno proibitivi. Siamo pur sempre in uno dei luoghi più signorili della Capitale. “Purtroppo a Roma è sempre tutto molto difficile: troppa burocrazia, troppo Vaticano, troppa politica ovunque. Il prossimo progetto? Vorrei trasformare l’Hotel Butterfly in un vero albergo. Con all’interno un club, biblioteca, magari anche uno spazio live…”. Nei dintorni, intanto, continuano ad aprire locali: lo Sciascia caffè, l’osteria di pesce Acciuga. Madeleine ha spalancatola strada.

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