cerca

Padre Pio è il rifugio da Erdogan, Casalino e Amazon

Passo e ripasso sotto il bastione del Gargano e non posso non pensare a quanto manchi il santo con le stimmate

21 Luglio 2020 alle 06:00

Padre Pio è il rifugio da Erdogan, Casalino e Amazon

(foto LaPresse)

Passo e ripasso in autostrada sotto il bastione del Gargano e non posso non pensare a quanto manchi Padre Pio, l’ultimo Santo italiano. Preoccupato dal fatto che i nuovi testimoni della fede appena segnalati da Aldo Maria Valli sono tutti stranieri, chiedo a Costanza Miriano che mi segnali nuovi testimoni delle nostre parti. Guarda caso ci sta scrivendo un libro: “Racconto di un ragazzo che è morto senza paura, certo che se Dio è Padre, quello che accade è il meglio per noi; di una moglie che è stata capace di perdonare un marito che l’ha tradita continuando ad amarlo fino alla sua propria morte, dopo la quale lui è impazzito di dolore; di una ragazza che ha saputo cercare la paternità in Dio pur avendo avuto un padre violento, e che è stata capace di amare un uomo senza dargli colpe che non aveva, mettendo al mondo sei figli; di un uomo che ha perso la moglie e si è rimboccato le maniche imparando a fare i cambi di stagione per quattro ragazzi e a comprare assorbenti senza mai mormorare contro Dio; di genitori di figli malati che fanno vite al limite dell’eroismo per accudirli al meglio, lasciati soli da tutti; di donne che hanno generato il frutto di uno stupro amandolo senza condizioni”. Purtroppo queste persone luminose, che tutti vorremmo come famigliari, amici, vicini di casa, soci, colleghi, non mi bastano. Forse perché faccio parte di una generazione perversa e adultera che penosamente pretende segni (Matteo 12,38), forse perché la situazione è davvero apocalittica, ma quando penso a Erdogan, Casalino, Amazon, Twitter, Cina, Zan-Scalfarotto, gesuiti, sento acuto il bisogno di un santo con le stimmate. E passo e ripasso sotto il bastione del Gargano ma non vedo colombe bianche, non vedo nubi squarciate, non vedo colonne di fuoco, vedo solo pale eoliche e pure ferme, come se non soltanto lo Spirito, nemmeno il vento soffiasse più.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    28 Luglio 2020 - 20:33

    Insomma: secondo Don femicelli se non vedevamo i segni non era colpa della loro assenza ma della nostra cecità

    Report

    Rispondi

  • fabriziocelliforli

    28 Luglio 2020 - 20:32

    A volte, Camillo, i "segni" (sia lodato Don Arturo Femicelli, sempre sia lodato) non li vediamo perché non ci appaiono per come li desideremmo (segni su misura). Don Arturo prete-profeta, semplicemente diceva che se non vediamo i segni è che non ci mettiamo sufficientemente in ascolto. Diceva che un suo amico frate, alla domanda di un pellegrino : "ma come fai senza televisione?" egli rispose: "alla sera , dopo che ho pregato coi fratelli e prima di coricarmi guardo il cielo e dico: ecco! questa è la mia televisione!"

    Report

    Rispondi

Servizi