cerca

Una Caiata pazzesca

Il filtro qualità e la sceneggiata al Colle ci ricordano che Di Maio è come Raggi

23 Febbraio 2018 alle 20:31

Una Caiata pazzesca

Salvatore Caiata (foto LaPresse)

Si pensava che il massimo dell’incapacità di selezionare persone, compatibili con regole astruse e mentalità settaria, fosse la giunta Raggi con i suoi 12 assessori cambiati, di cui uno, il mitico magistrato della Corte dei conti Raffaele De Dominicis, durato solo un giorno. E invece Di Maio, che non a caso è il capo politico di questo movimento a metà tra l’esperimento sociologico e il reality show, è un passo oltre. Gli espulsi nel suo caso hanno già superato quelli della giunta Raggi. E siamo soltanto in campagna elettorale. Prima c’è stato l’ammiraglio candidato che si era candidato con il Pd, durato meno di un gatto sull’Aurelia, giusto il tempo di annunciarlo. Nel suo caso la fortuna ha voluto che non erano state ancora presentate le liste e così al posto del gatto hanno messo la iena. Dopo di lui tutti gli altri sono rimasti in lista espulsi dal M5s, i più fortunati in posizione sicura: prima hanno fatto fuori gli scrocconi, poi gli spacconi come Dessì e dopo i massoni. Ora, a ingrossare la truppa di espulsi dal M5s ma non dalle liste del M5s, arriva anche Salvatore Caiata, un’altra delle “migliori menti” selezionate da Luigi Di Maio in persona. Caiata aveva superato il “filtro qualità”, ma venerdì si è saputo che era indagato dal 2016 per riciclaggio dalla procura di Siena e non lo aveva comunicato al partito. Come primo gesto Caiata si è “autosospeso dal Movimento”, una cosa che va di moda ma non si capisce cosa significhi. Poco dopo è arrivato il pugno duro di Luigi Di Maio: “Non ci ha informati, è escluso dal MoVimento 5 stelle”. E lui, Caiata, ha immediatamente mostrato la sua fibra morale: “State tranquilli: non mi ritiro, sono più TOSTO di prima!”.

 

Ma non è finita qui, perché oltre all’espulsione dei pre-eletti, Luigi Di Maio ha introdotto un’ulteriore innovazione il pre-governo. Giggino si è incaricato presidente del Consiglio e, consultato se stesso, ha individuato la squadra di governo: “Abbiamo designato i ministri come se Mattarella fosse presente”. La performance dadaista potrebbe finire qui. E invece Di Maio venerdì si è anche presentato al Quirinale per svelare a Mattarella quale sarà il prossimo governo. Il presidente della Repubblica era impegnato a fare cose più serie, e così il pre-premier è stato accolto dal segretario generale Ugo Zampetti che ha cortesemente ascoltato la “comunicazione”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi