Dalla battaglia su Mps alla “fuga” dalle elezioni. La parabola del M5s a Siena

David Allegranti

La lista del Movimento, salvo novità dell'ultima ora, non otterrà dallo staff il via libera per candidarsi alle prossime comunali. Gli attivisti locali pronti ad andarsene

Roma. Il M5s non si presenta a Siena, nella città dove le teorie anti-sistema potrebbero trovare maggiore appiglio, la città del Mps, alle cui assemblee dei soci Beppe Grillo andava per denunciare il marcio del sistema senese, insieme a Carlo Sibilia. La città del Palio infatti non compare nell’elenco delle liste certificate pubblicate sul sito del Movimento 5 stelle. Gli attivisti hanno, come da regolamento, inviato la richiesta di certificazione da quasi due mesi ma dallo staff non è mai arrivata risposta. E così, non avendo la liberatoria per l’utilizzo del simbolo con le 5 stelle, i grillini senesi che vorrebbero schierare Luca Furiozzi come candidato sindaco si ritrovano in un surreale impasse. “Insomma - osserva il giornalista Daniele Magrini - se lo staff dei 5 Stelle non vuole i 5 Stelle in lizza a Siena, sarà chiaro di chi sarà la responsabilità di quei 5.860 voti (risultato del 4 marzo a Siena) in fuga: dello staff”.

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  • David Allegranti, fiorentino, 1984. Al Foglio si occupa di politica. In redazione dal 2016. È diventato giornalista professionista al Corriere Fiorentino. Ha scritto per Vanity Fair e per Panorama. Ha lavorato in tv, a Gazebo (RaiTre) e La Gabbia (La7). Ha scritto cinque libri: Matteo Renzi, il rottamatore del Pd (2011, Vallecchi), The Boy (2014, Marsilio), Siena Brucia (2015, Laterza), Matteo Le Pen (2016, Fandango), Come si diventa leghisti (2019, Utet). Interista. Premio Ghinetti giovani 2012. Nel 2020 ha vinto il premio Biagio Agnes categoria Under 40. Su Twitter è @davidallegranti.