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Ex comunisti ne abbiamo? In Calabria un altro (possibile) incandidabile a 5 Stelle

Giuseppe Auddino, in corsa nel plurinominale al Senato, nel 2010 partecipò alle comunali di Polistena in una lista “falce e martello”. Sarebbe una violazione del regolamento ma il M5s lo ha già candidato nel 2013 e nel 2014 (e non è stato eletto) 

27 Febbraio 2018 alle 10:08

Ex comunisti ne abbiamo? In Calabria un altro (possibile) incandidabile a 5 Stelle

Giuseppe Auddino (immagine tratta da video YouTube)

Roma. I candidati nel M5s con un passato in altre forze politiche ormai abbondano, come testimoniano i casi di Leonardo Franci, iscritto alla Lega e candidato con il centrodestra alle amministrative del 2011, o Patty L’Abbate, candidata alle amministrative nel 2012 con Io Sud. In quest’ultimo caso, il M5s ha spiegato che L’Abbate correva in una lista civica a sostegno di una coalizione civica (ma non è vero: Io Sud, fondato da Adriana Poli Bortone, è un partito). Chissà adesso come si comporterà con Giuseppe Auddino, candidato nel listino plurinominale proporzionale del Senato in Calabria.

 

  

Nel 2010, come mostra la tabella qui sopra, Auddino è stato candidato sotto le insegne del partito comunista in una lista comunale a Polistena, Reggio Calabria. Anche in questo caso, il regolamento del M5s lo vieta, come dice l’articolo 2 al comma I: il candidato “non dovrà aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello, né aver svolto un mandato elettorale o ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo, con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle a far data dal 4 ottobre 2009”. E fino a prova contraria la lista “Rilanciamo Polistena” è una forza politica diversa dal M5s. Senz’altro il M5s dirà che era una lista civica e che quindi il conflitto con le regole del partito di Grillo & Casaleggio non c’è. Dopotutto Auddino è già stato candidato al Senato nelle elezioni del 2013 (foto sotto) e, successivamente, alle Regionali del 2014. Non è mai stato eletto (e vorrà pur dire qualcosa) e quindi non è incompatibile con l'altra regola del M5s che prevede l'incandidabilità per chi ha “assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale”.

 

 

E comunque, poco importa. In queste settimane il M5s è diventato cintura nera d’arrampicate sugli specchi. Spesso vengono usati due pesi e due misure. Sempre al Senato in Calabria, infatti, l’aspirante senatrice Maria Pompilio aveva vinto le parlamentarie ed era entrata in lista. Poi però è stata depennata dai vertici del M5s. La colpa: il marito si era candidato alle Regionali del 2010 con l’Udc. Alla fine, par di capire, il regolamento del M5s può essere interpretato in libertà. E non sempre uno vale uno.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    27 Febbraio 2018 - 11:11

    Quando sono nato c'erano più comunisti che italiani . Con la foglia di fico della resistenza gabellarono il loro primato ideologico ,il Cremlino è bello. Sventolavano Marx con l'abito di Gramsci più liberali di Kant o il povero Stuart Mill. Nel 1991 ,dopo l'apocalisse del 1989 ,si trasformarono ,la Bolognina creò un partito nuovo di zecca. Ma una bonazza di Mediaset ( con un pò di impegno ricorderò anche il nome) si sbellicò dalle risa:" Si sono cambiati abito ma non hanno cambiato la biancheria". Vero. Ora abbiamo da Piero Grasso infino a D'Attore e pure Speranza .Chi di vane promesse vive disperato more . luigidesantis

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