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Così il sistema si organizza per isolare Trump

L’alleanza dei governatori e l’alleanza degli ex rivali dem + Obama

15 Aprile 2020 alle 06:00

Così il sistema si organizza per isolare Trump

Charlie Baker, governatore del Massachusetts, repubblicano (foto LaPresse)

Milano. Qui comando io, ha detto Donald Trump nel suo appuntamento quotidiano con il pubblico che nasceva come un aggiornamento sulla situazione della pandemia e ora è un comizio elettorale, con tanto di video in cui si celebra “il successo” del governo americano e si denunciano i media e i democratici (molte tv americane hanno preso a interrompere le dirette). Qui comando io, ha ripetuto Trump, non c’è iniziativa statale che possa procedere senza il via libera del governo: ce...

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Paola Peduzzi

Paola Peduzzi

Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi

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Commenti all'articolo

  • Carlo A. Rossi

    15 Aprile 2020 - 10:39

    Mi permetto un breve commento. Solitamente, e chiedo venia, trovo estremamente banali e sciatti gli articoli di Paola Peduzzi: spesso, sono una narrazione di pie illusioni dalla vaghissima consistenza (e.g. comunità europea bellissima a causa del programma Erasmus). Qui, però, si è superata, perché nel parlare (malissimo, come sempre, senza altri supporti che il il livore ideologico) di Trump ha utilizzato inconsciamente artifici retorici, figure di pensiero che sarebbero tanto piaciute in bocca a Trump e ai suoi elettori (o a quelli che Peduzzi, Ferrara, e alcuni lettori) per stigmatizzarli come emuli dei nazisti. Ovvero, il linguaggio medico per cui gli avversari sono virus o batteri, parassiti, anomalie di un sistema sano che vanno corrette con gli anticorpi. Sapete, tutto questo ha un che di comico, una sorta di eterogenesi dei fini, un lapsus freudiano che mette a nudo il pensiero che, duole scriverlo, su questo giornale si ha degli avversari. Non un buon segno, aggiungo.

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    • tamaramerisi@gmail.com

      tamaramerisi

      15 Aprile 2020 - 17:52

      Condivido in toto. Grazie.

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    • branzanti

      15 Aprile 2020 - 14:33

      Caro Rossi, in un recente commento Lei ha scritto di nutrire una contrarietà ideologica nei confronti dei liberals, una posizione legittima e che rispetto. Non credo tuttavia che questo La debba portare a giudicare "banali e sciatti" gli articoli di Paola Peduzzi, giornalista sempre attentamente documentata e riflessiva nello scrivere. Certo, penso che anche Paola Peduzzi, come molti che ancora amano (o amavano) gli Usa, trovi orribile la presenza di Trump, ma questo diviene soltanto un forte stimolo alla ricerca ed alla narrazione delle reali nefandezze di questo (il più) orribile presidente.

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      • Carlo A. Rossi

        15 Aprile 2020 - 15:38

        No, mi dispiace. Al di là delle mie idiosincrasie nei confronti di Obama e degli inevitabili errori di Trump, trovo che articoli come questi siano viziati, a parte dalle personali convinzioni (che quindi compensano le mie, sia chiaro), da una discreta superficialità. Ho posto l'esempio del programma Erasmus, ma potrei citare anche il mai abbastanza ricicciato "L'unione europea ci ha garantito anni di pace", banalmente contraddetto dall'inedia di fronte ai massacri in Ex-Jugoslavia, oppure il fantastico accordo con l'Iran, che in realtà nasconde solo accordi commerciali, mentre dei "valori" (parola di cui figuri come la trista Von del Leyen si riempiono ipocritamente la bocca) in realtà non importa nulla. Per carità di patria non cito la crisi Covid-19, anche se su queste pagine pare una Deus ex machina. Dai, Branzanti...avrò le mie idee, ma proprio rimbambito per sorbirmi acriticamente la Peduzzi, non sono ancora.

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