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La battaglia di Marco Pannella per portare Israele in Europa

Allargare le frontiere europee fino a comprendere lo stato ebraico è “l’unica possibilità di andare a una rivoluzione democratica in tutto il medio oriente", diceva il leader dei Radicali

11 Ottobre 2019 alle 11:26

La battaglia di Marco Pannella per portare Israele in Europa

Marco Pannella durante l'Israele Day nel 2002 (foto LaPresse)

L'attentato alla sinagoga di Halle nel giorno sacro dello Yom Kippur è il sintomo di una vecchia malattia che torna ad ammorbare l'Europa. In Germania, Francia e Regno Unito sono in aumento gli atti violenti legati all'antisemitismo. Secondo il presidente Emmanuel Macron, l'odio verso la comunità ebraica ha raggiunto il livello più preoccupante dal Dopoguerra a oggi. Ma l'Europa non è il continente da cui gli ebrei si devono difendere, bensì il continente che può aiutare gli ebrei a difendere la propria identità. Il direttore Claudio Cerasa ha lanciato un appello per trasformare Israele nella frontiera dell'Europa (si può aderire mandando una mail a IsraeleEuropa@ilfoglio.it), per dimostrare che oggi difendere i simboli dell'ebraismo significa difendere i simboli del mondo libero. 

 

È ora di portare Israele in Europa

Il dovere di difendere i simboli del mondo libero. L’antisemitismo è il termometro che misura la forza di tutti i fanatismi. Perché il governo ha il dovere di far rivivere un vecchio sogno pannelliano: sfidare l’estremismo portando Israele in Europa

 

Allargare fino a Israele i confini dell'Unione europea non è un'idea che nasce dal nulla. Marco Pannella ha portato avanti questa battaglia per oltre vent'anni. “I confini di Israele possono essere i confini degli Stati Uniti d’Europa (e del Mediterraneo). I cittadini d’Israele possono essere i cittadini degli Stati Uniti d’Europa, della Comunità Europea”, iniziava così l’articolo pubblicato nel 1988 da Marco Pannella sul Jerusalem Post. Il leader dei Radicali aveva comprato degli spazi su alcuni quotidiani israeliani per diffondere il suo manifesto in occasione del primo Consiglio federale del Partito radicale transnazionale a Gerusalemme. Nel 2006, l'appello è stato rinnovato: “Israele nell’Ue è naturale ricongiungimento, premessa dell’auspicabile ricongiungimento europeo, mediterraneo: con Turchia, con Giordania, Palestina e Libano democratici, fino al Maghreb, al Marocco…”. 

 

Pannella nella frontiera più estrema d'europa: Israele

Secondo Pannella, “Israele è l’avamposto della democrazia in medio oriente” e per questo gli stati arabi che lo circondano lo vogliono “eliminare chirurgicamente perchè ne hanno paura come di un tumore democratico”. Pannella aderì al decennio di campagne del Foglio in favore dello stato ebraico e difese apertamente il sionismo.

 

Durante la seconda Intifada, Pannella volò a Gerusalemme. Nel visitare un caffè subito dopo un attentato suicida che si era portato via dodici giovani ebrei, il radicale si allacciò la bandiera israeliana al petto e disse: “Israele è una marca di frontiera dell’Europa”. Poi propose di far entrare lo stato ebraico nell’Unione europea, “l’unica possibilità di andare a una rivoluzione democratica in tutto il medio oriente. Israele può forse rappresentare lo 0,2 per cento dell’intera superficie del medio oriente, ma gli stati arabi guardano a Israele come a una specie di melanoma mentre in realtà ciò che temono è la sua democrazia”. Secondo Pannella, “Israele è l’avamposto della democrazia in medio oriente” e per questo gli stati arabi che lo circondano lo vogliono “eliminare chirurgicamente perché ne hanno paura come di un tumore democratico”.

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Commenti all'articolo

  • aldo.vanini

    11 Ottobre 2019 - 19:07

    Ho passato tre settimane nello Tsahal e ho avuto, a livello personale, una affettuosissima dimostrazione di amicizia, stima e riconoscenza ma era evidente un senso di preoccupata diffidenza nei confronti dell'Unione Europea. A quel tempo, primavera scorsa, c'era ancora un diffuso senso di fiducia nei confronti dell'alleato americano, ma credo che stia declinando. In realtà la sensazione che ho ricavato da parte di tutti i ragazzi e ufficiali, è che, come afferma iI Foglio, siano determinati a contare principalmente su sé stessi. E' invidiabile la capacità di Israele di condurre una vita sociale ed economica che va oltre il normale - vivace, produttiva e in formidabile crescita - pur sotto costante minaccia. Forse i paesi dell'Unione, tutti, temerebbero il confronto ad avere Israele all'interno...

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  • luigi.desa

    11 Ottobre 2019 - 14:02

    Da quando l'ONU la riconobbe come stato sovrano Israele è sola e la sua storia di paese sotto attacco costante ne fa fede.Per sua fortuna ha un pò di benevolenza degli Usa .Gli israeliani lo sanno e si sono attrezzati Hanno per sicurezza la Bomba e un esercito formidabile.Gli israeliani ricordando i campi di sterminio che fiorivano in Germania come funghi sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale non si fanno illusioni , sono soli si sentono soli e sempre sotto attacco e per questo fin dalla nascita sono allevati come soldati.Sono tornati ad essere il popolo guerriero della Bibbia ,il popolo che nessun stato confinante o lontano è riuscito a domare .Anche la enorme potenza di Roma antica ebbe difficoltà a sottomerlo.Buona fortuna a Israele e guai se si farà mettere sotto la cappella dell'Europa.

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  • luigi.desa

    11 Ottobre 2019 - 14:02

    Sono stato sempre un grande ammiratore ( sono stato avvinto a radioradicale dalla sua nascita) Pannella aveva un gran testa e parlava a ruota libera su tutto ma non si capiva indove voleva a parare. A parte la predica su la pratica della non violenza esiste una sua dottrina un suo pensiero consolidato , parlava parlava ma ha scritto quasi nulla. Aveva idee folgoranti ma pretendeva di dominare lo scibile ,con 10 dita pretendeva di tappare tutti gli infiniti buchi che da sempre si aprono e si ciudono nel progredire della storia degli uomini. Da genio qual era metteva bocca su tutto ,ma era vox clamans in deserto .In sostanza ha lasciato un eredità pari a zero.Ha resuscitato il partito radicale e poi se lo è portato nella tomba .Oggi con la Bonino sempre più eccentrica è a far da sentinella al deserto c'è il povero Riccardo Magi che sempre espone un volto sofferente enunciando verità stantie e imbrobabili. Un abbraccio a Giacinto detto marco.

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  • Giovanni

    11 Ottobre 2019 - 11:11

    Ricordo bene quando Pannella disse che Israele doveva far parte dell'UE ma ricordo anche quando nel 1994 Berlusconi disse che la Russia doveva far parte dell'Ue perchè la grande cultura russa era europea: la letteratura, la musica, la scienza. Tutti lo presero in giro ma allora non c'era Putin e quell'idea berlusconiana sarebbe potuta in effetti diventare realtà. Oggi purtroppo non credo ci siano più i presupposti.

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