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Perché non dovremmo stupirci della partita Nba contro Pechino

Da anni la Cina boicotta le aziende che vanno contro la sua visione del mondo. Ci è passata anche l’Italia. Dalla censura si passa all’autocensura. Ma per la prima volta qualcuno risponde

10 Ottobre 2019 alle 06:00

Perché non dovremmo stupirci della partita Nba contro Pechino

Un cartellone pubblicizza l'esibizione tra le squadre di Nba Los Angeles Lakers e Brookly Nets a Pechino (foto LaPresse)

Roma. Business is business per tutti, tranne che con la Cina, dove gli affari sono anche uno strumento politico, e una parola sbagliata può far saltare contratti milionari. Il metodo della rappresaglia economica è ormai consolidato a Pechino. Solo che in passato succedeva soprattutto per le decisioni che prendevano i governi, che provocavano boicottaggi diplomatici e commerciali. Negli ultimi anni, nella nuova Cina di Xi Jinping sempre più potente e influente, il risentimento cinese sta colpendo tutti i settori, soprattutto...

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Giulia Pompili

Giulia Pompili

Giulia Pompili è nata il 4 luglio. E' giornalista del Foglio dove scrive soprattutto di Asia – nel 2012 ha vinto il premio giornalistico "Umberto Agnelli" della Fondazione Italia Giappone. Recita a memoria i test missilistici di Kim Jong-un, ma pure le canzoni degli Afterhours. E' terzo dan di kendo.

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