cerca

La favola delle corporation progressiste finisce (male) a Hong Kong

L’insostenibile ipocrisia del “woke capital”, la teoria che le prese di posizione pubbliche delle grandi aziende americane esprimano valori perfettamente allineati all’agenda progressista

11 Ottobre 2019 alle 10:00

La favola delle corporation progressiste finisce (male) a Hong Kong

I contratti di sponsorizzazione delle aziende cinesi alle squadre di Nba sono stati annullati (foto LaPresse)

Roma. La liberale Nba si è avvitata in modo imbarazzante intorno a un tweet in favore dei manifestanti di Hong Kong, Apple ha fatto un inchino rituale al regime cinese ritirando una app che traccia i movimenti della polizia nella città semiautonoma in rivolta, la Activision Blizzard ha cacciato un giocatore professionista di Hearthstone che aveva offerto parole di sostegno alla protesta, e la tripletta dell’ipocrisia corporate americana ha sgonfiato d’incanto il mito del “woke capital”. Che cos’è il “woke...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Mattia Ferraresi

Mattia Ferraresi

Nato nella terra di Virgilio e cresciuto in quella di Tassoni, ora vive nel quartiere di Tony Manero. E’ il corrispondente dagli Stati Uniti. Ama, con il necessario distacco penitenziale, il Lambrusco e l’Inter. Ha scritto alcuni libri su cose americane e non, l’ultimo è “La Febbre di Trump” (Marsilio). Sposato con Monica, ha due figli, Giacomo e Agostino.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi