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La risposta di Macron ai "gilet gialli": "Vi capisco, ma non cedo"

La transizione ecologica ha un costo, ma è necessaria. Prezzi dei carburanti adattati a quelli del petrolio, energia nucleare ridotta del 50 per cento entro il 2035 e chiusura delle centrali a carbone nel 2022

27 Novembre 2018 alle 15:47

macron

Non si arresta la mobilitazione dei gilet gialli in Francia (foto LaPresse)

Parigi. “Non si può essere lunedì per l’ambiente e martedì contro l’aumento del prezzo del carburante”. Questa mattina, dall’Eliseo, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha presentato l’atteso Programma pluriennale per l’energia (Ppe), che fissa la strategia del governo per la transizione ecologica della Francia nei prossimi vent’anni. In un contesto sociale tempestoso, con i “gilet gialli” che si preparano all’“Atto III” della mobilitazione, Macron si è mostrato irremovibile sulla tabella di marcia dell’esecutivo in materia di politica energetica, affermando che non esiste soltanto “un allarme sociale”, ma anche “un allarme ambientale”.

  

 

Capisco i timori, ma non cederò”

Dinanzi ai cambiamenti climatici, abbiamo fatto troppo poco. Non parlo dei cittadini, ma dei dirigenti politici, del mondo dell’impresa, dei responsabili di ogni settore”, ha dichiarato il capo dello stato francese, puntando il dito contro l’indifferenza verso la questione ambientale di chi lo ha preceduto. Sulla mobilitazione dei “gilet gialli”, che oggi pomeriggio verranno ricevuti al ministero dell’Ambiente da François de Rugy, Macron ha affermato di “capire” e di “condividere i timori” dei cittadini che hanno l’impressione di “pagare la transizione ecologica senza trarne beneficio”, ma di non avere alcuna intenzione di “cedere a quelli che vogliono il caos”, in riferimento ai violenti che sabato scorso hanno messo a ferro e fuoco Parigi.

 

  

“Un nuovo modello economico, sociale e territoriale”

Tra gli annunci di rilievo, il presidente francese ha ufficializzato la creazione di un Alto consiglio per clima, che avrà un ruolo di “expertise indipendente, tecnica e economica”, “ristabilirà i fatti” per scacciare “le contro-verità”, e orienterà il governo in materia di transizione ecologica”. Come trapelato ieri dalla stampa parigina, Macron ha confermato oggi una “grande concertazione civica sulla transizione ecologia e sociale”, che permetterà “nei tre mesi a venire” di rispondere alla rabbia dei “gilet gialli”, elaborando “soluzioni” e “metodi di accompagnamento”. La concertazione si declinerà sul territorio e assocerà politici locali, associazioni e “rappresentanti dei gilet gialli”: l’obiettivo è “costruire un nuovo modello economico, sociale e territoriale”.

 

  

Le tasse sul carburante adattate al prezzo del petrolio
e la quota nucleare dimezzata entro il 2035

Il prezzo del pieno di benzina e il costo della bolletta del gas dipendono essenzialmente dalle decisioni della Russia, dell’Arabia Saudita e dell’Iran. È questa la realtà”, ha detto Macron. Per questo ha annunciato di voler adattare la fiscalità sui carburanti alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio, con l’obiettivo di limitare l’impatto fiscale per i francesi che utilizzano molto la loro automobile. “Dobbiamo costruire un metodo per rendere più intelligente questa tassa e organizzare ogni trimestre un appuntamento per attenuare gli effetti per i nostri concittadini”, ha spiegato. Sul tema dell’energia nucleare, Macron ha affermato che sarà ridotta del 50 per cento entro il 2035, e non nel 2025 come aveva promesso l’ex ministra dell’Ambiente Ségolène Royal in maniera troppo ottimistica. “Mi sarebbe piaciuto farlo dal 2025. Resta l’obiettivo del 50 per cento, ma portiamo la scadenza al 2035. Ed entro il 2035 verranno fermati 14 reattori da 900 megawatt”. L’inquilino dell’Eliseo ha in seguito lanciato un messaggio per tentare di rassicurare i manifestanti, “ridurre il ruolo dell’energia nucleare non significa rinunciarvi”, ma non basterà per far dormire sonni tranquilli agli attori del settore nucleare francese.

 

  

Addio centrali a carbone nel 2022

Dobbiamo disintossicarci dalle energie fossili”, ha dichiarato Macron prima di aggiungere che “dobbiamo passare da una Francia dove il 75 per cento dell’energia consumata è di origina fossile a una Francia, nel 2050, dove la produzione e la consumazione saranno totalmente fossil free”. Nel 2022, tutte le centrali a carbone verranno chiuse, ha assicurato il presidente francese, a favore di uno sviluppo dell’energia geotermica. Evocando in chiusura il necessario miglioramento della mobilità per consumare meno, con auto elettriche, e l’impegno per ridurre il consumo energetico nelle case e nei negozi, Macron si è detto difensore di “un’ecologia popolare”, che non sia riservata soltanto “agli urbani e ai bòbò”.

 

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Commenti all'articolo

  • iksamagreb@gmail.com

    iksamagreb

    27 Novembre 2018 - 22:10

    Ma vorreste proprio dirmi, Macron e anche voi "suoi" devoti foglianti, che davvero credete che questa spontanea e incontenibile sollevazione popolare francese, che indossa giubbini gialli luminescenti per sfidare il più visibilmente possibile a faccia scoperta e a testa alta il Palazzo, sia l'aumento delle accise sui carburanti, per plebea ed ignorante incapacità di capire le sacre ragioni della salvaguardia climatico-ambientalista? Ma non capite, o non volete capire, che è l'Uomo-Persona, ad immagine e somiglianza di Dio Creatore perciò libero e capace d'intendere e di volere - si sa, chi più chi meno, ma tutti, e formare nell'insieme della Nazione, i Popoli e gli Stati? E che non dissimilmente dagli animali e dalle loro istintive leggi di branco, scelgono di essere rappresentati e guidati scegliendo chi mostri di sentire ed interpretare il più lucidamente e convintamente le proprie irrinunciabili esigenze vitali? In Francia, sta succedendo quel che è già successo negli USA, e qui.

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