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Gilet gialli, a Parigi una giornata di ordinaria follia

Secondo sabato di proteste in Francia. Nella Capitale i manifestanti raggiungono gli Champs-Elysées e si scontrano con la polizia

24 Novembre 2018 alle 20:09

Parigi. Per il sociologo francese Jean-Pierre Le Goff, osservatore accorto delle trasformazioni della società esagonale, quella dei “gilet gialli” è la “rivolta di coloro che si sono fatti trattare come ‘zotici’ e ‘retrogradi’ dalle élite”, e ora ne hanno abbastanza di essere disprezzati, oltre che soffocati a colpi di tasse. Per il mensile Causeur, è “la Francia di Johnny” che oggi è tornata in piazza contro l’aumento delle accise su benzina e diesel, la stessa Francia che lo scorso inverno si è riversata a Parigi per i funerali del suo idolo pop, Johnny Hallyday, la “Francia periferica” di cui parla il geografo Christophe Guilluy nell’omonimo libro, quel paese profondo, rurale, dimenticato, che ha paura di non arrivare a fine mese.

 

Erano 106 mila, oggi, i “gilet gialli” in tutta la Francia, poco più di un terzo rispetto a sabato scorso, ma comunque tanti per un movimento sociale che è nato spontaneamente sui social network ed è senza “corpi intermedi”, niente partiti politici né organizzazioni sindacali. Ottomila hanno seguito l’appello su Facebook di uno dei leader della mobilitazione, Éric Drouet, camionista di 33 anni, e si sono concentrati a Parigi per far sentire la propria rabbia. “Ed è soltanto l’inizio! A Natale, se non cambia qualcosa, saremo ancora qui!”, ha detto Robert, un “gilet giallo” di 59 anni a una giornalista di Libération.

 

Contrariamente a quanto auspicato dal ministro dell’Interno, Christophe Castaner, che aveva autorizzato un assembramento dei “gilet gialli” sul Champ-de-Mars, davanti alla Tour Eiffel, i manifestanti, fin dalle prime ore del mattino, hanno puntato gli Champs-Elysées, con l’obiettivo di raggiungere l’Eliseo, situato a poco meno di un chilometro. I Crs, gli agenti della polizia antisommossa francese, sono stati costretti a utilizzare gas lacrimogeni, granate assordanti e cannoni ad acqua per disperdere la folla dei “gilet gialli” infiltrata da centinaia di “casseurs”, che hanno trasformato la principale avenue di Parigi in un terreno di guerriglia urbana. I più violenti hanno incendiato diversi cassonetti e il rimorchio di un camion, provocando una densa colonna di fumo nero visibile da molte zone della città, poi hanno divelto i sampietrini, lanciandoli contro i poliziotti, e infine hanno eretto barricate con le seggiole dei bar circostanti e le barriere di sicurezza. A fine giornata, i danni materiali erano ingenti per l’arredo urbano degli Champs-Elysées, tra vetrine spaccate, panchine divelte, scooter bruciati e auto danneggiate. “È l’anarchia”, commentavano alcuni abitanti letteralmente terrorizzati dalla spirale di violenza. Un tweet programmato dal community manager della sindaca socialista di Parigi Anne Hidalgo è apparso questa mattina per pochi minuti – prima di essere cancellato – quando non si sapeva ancora che la situazione sarebbe degenerata: “E se approfittaste del weekend per sfidare il freddo e venire ad ammirare le magnifiche illuminazioni sugli Champs-Elysées inaugurate giovedì sera?”.

 

 

Le illuminazioni natalizie, come mostrano alcune foto che circolano sui social network, hanno invece illuminato il caos che regnava oggi sugli Champs-Elysées, creando un’atmosfera a dir poco surrealista.  In totale, secondo le cifre del ministero dell’Interno, sono state fermate 103 persone, 42 delle quali a Parigi. I feriti sono stati 19, 4 dei quali tra le forze dell’ordine. Attorno a mezzogiorno, c’è stato anche il tempo per una polemica a distanza tra il ministro dell’Interno Castaner e la leader del Rassemblement national Marine Le Pen. Il primo, rappresentante di un governo che non alcuna intenzione di fare passi indietro sul caro-benzina, ha denunciato “i sediziosi” dell’ultradestra, “che hanno risposto all’appello di Marine Le Pen” (quest’ultima, venerdì sera, aveva invitato i “gilet gialli” a manifestare sugli Champs-Elysées). La leader sovranista ha reagito immediatamente, affermando che non aveva “mai invitato nessuno a commettere violenze” e parlando di “strumentalizzazione patetica e disonesta” da parte di Castaner. “Perché ha lasciato i ‘gilet gialli’ manifestare sugli Champs-Elysées per poi sloggiarli con metodi che possono suscitare tensioni?”, ha aggiunto la Le Pen, la più loquace, oggi, tra i leader dell’opposizione. L’atto II, a Parigi, è degenerato in una violenta battaglia urbana. E alcuni manifestanti parigini hanno assicurato che sabato prossimo ci sarà l’atto III.

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    24 Novembre 2018 - 20:08

    Sarà anche follia e io non condivido la violenza, ma c'è da dire che i" gilets gialli" danno una lezione a noi italica stirpe, famosi per mugugnare e poi stare seduti sul divano e magari non andare a votare. Il ritratto della cosiddetta classe media italica.

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