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Economia della paura

Il contagio in Cina, poi le tempeste in Europa, ora le cavallette in Africa. La psicologia è il lessico della finanza, e l’isteria è la malattia più diffusa

16 Febbraio 2020 alle 06:00

Economia della paura

Foto LaPresse

Non basta la Brexit, non basta nemmeno la polmonite virale, è arrivata anche la tempesta Ciara che dalle isole britanniche battute dall’ira di Eolo si è estesa all’Europa continentale bloccando aerei, treni, strade, città. Intanto il coronavirus sembra più grave del previsto, vediamo solo la punta, non l’iceberg, sostiene l’Organizzazione mondiale della sanità, e la Cina è sempre più isolata. E per non farci mancare nulla, ecco le cavallette: devastano il Corno d’Africa, si levano in volo dalla penisola araba,...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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