roma capoccia

Il Campidoglio pensa ad agevolazioni fiscali per sostenere l'economia

Alessandro Luna

A causa dell'emergenza coronavirus quasi tutti i settori dell’economia romana sono sull’orlo della crisi

Roma. Prima della scoperta a Codogno di un focolaio italiano, a subire le conseguenze di questo coronavirus a Roma erano state solo le imprese ed attività cinesi. Ora che il mondo ci guarda con lo stesso sospetto che molti hanno riservato ai sushi-bar e ai negozietti etnici che hanno disertato negli ultimi mesi, a soffrire è tutta l’economia locale romana, in primis quella turistica.

 

Gli operatori di questo settore lunedì a via Veneto hanno manifestato sotto il Ministero dello Sviluppo economico per denunciare la situazione critica e drammatica, chiedendo sgravi fiscali, aiuti economici e una narrazione che non danneggi l’immagine del paese all’estero. Il Campidoglio ha cercato di venire incontro a queste esigenze promuovendo una mozione, approvata all’unanimità, in cui si chiede al sindaco di sospendere o diminuire le imposte per attività “produttive, ricettive, collegate a spettacolo e cultura”, di posticipare il pagamento della tassa di soggiorno e di trovare le coperture per il danno inevitabile che il bilancio di Roma Capitale subirà. La mozione è stata sottoscritta da tutti, ma non senza qualche incertezza o rimostranza. Lavinia Mennuni, Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ci spiega che: “Dal Movimento 5 stelle, partito di maggioranza a Roma, ci si aspetterebbe qualcosa di più di una mozione uguale a tante altre approvate negli ultimi quattro anni e mai applicate. In una situazione di emergenza per cui rischiamo di vedere a breve saltare dei posti di lavoro, una maggioranza non deve approvare mozioni se ha il potere di fare una delibera di giunta, con cui si può ordinare direttamente agli uffici pubblici di agire concretamente secondo le indicazioni date. Noi dall’opposizione abbiamo presentato una mozione in cui chiediamo che i soldi entrati nel 2019 dalla tassa di soggiorno vengano destinati al sostegno del settore turistico, che sicuramente sta subendo gravi danni, ma che si aiutino anche tutti gli altri esercizi commerciali decurtando la Tari (tassa sui rifiuti, ndr)”.

 

E sta diventando sempre più evidente, in effetti, come quasi tutti i settori dell’economia romana siano sull’orlo di una vera e propria crisi: Aereoporti di Roma ha registrato un calo drastico negli arrivi nella capitale, che prima interessava solo i voli provenienti dal continente asiatico, mentre ora si riferisce anche a quelli che partono da quasi tutto il mondo. La Federalberghi ha denunciato un crollo delle prenotazioni e un tasso di cancellazioni del 90 per cento da qui a giugno. Una disgrazia per tutti gli esercizi commerciali del centro storico, compresi quelli che non appartengono al settore turistico. La Confesercenti ha calcolato in una settimana una perdita di consumi di 3,9 miliardi di euro, mentre Unindustria ha inviato in questi giorni dei questionari a tutte le attività commerciali per poter determinare con chiarezza l’entità della crisi che sta colpendo tutta l’economia romana, e i risultati ufficiali dovrebbero arrivare la settimana prossima. Ma i sintomi ci sono e sembrano chiari.

 

Dalle foto di Fontana di Trevi deserta alla notizia del rinvio dell’assemblea Generale di Unindustria a cui venerdì avrebbero dovuto partecipare anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fino alle diverse lamentele e preoccupazioni dei commercianti di ogni settore. Tanto che sempre la consigliera Mennuni afferma di aver ricevuto diversi messaggi da parte di ristoratori, proprietari di bar o negozi che chiedono di non essere esclusi dalle agevolazioni con cui si sta pensando di aiutare il settore del turismo a Roma. Quali che siano le misure che saranno prese, la crisi che rischia di travolgere Roma va considerata in un contesto molto più allargato di quanto credevamo fino a qualche settimana fa. E a perdere il lavoro potrebbero non essere solo quegli operatori turistici che hanno manifestato lunedì a via Veneto.

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