Luigi Di Maio ospite a "Mezz'ora in più" a giugno del 2018 (foto LaPresse)

Paranoie d'acciaio

Redazione

Perché è il M5s che ha realizzato il “complotto” di ArcelorMittal ai danni dell’Ilva

La maggioranza Pd e M5s con Italia viva a dare man forte dicono di volere essere inflessibili con ArcelorMittal e di non volere concedere alla multinazionale l’alibi per lasciare l’Ilva e l’Italia giocando con le sorti di 20 mila dipendenti del gruppo siderurgico e con la città di Taranto. Purtroppo ad avere giocato con operai, tarantini e italiani è stato proprio il M5s appoggiato dai partiti di coalizione, Lega compresa nel governo precedente, e dalla complicità del premier Conte che li ha lasciati giocare con la siderurgia italiana. ArcelorMittal ha ormai deciso di restituire l’Ilva all’amministrazione straordinaria avviando la procedura per il trasferimento del ramo di azienda ed eventualmente procedere a una richiesta di danni. Ora si vuole fare passare l’idea che l’obiettivo del primo gruppo siderurgico europeo fosse quello di prendere l’Ilva per fare in modo che non la prendesse nessun concorrente per poi lasciarla esangue così da liberarsi di uno stabilimento che contribuiva in modo essenziale alla sovraccapacità produttiva continentale, peraltro, tenendo bassi i prezzi medi dell’acciaio.

 

Il “delitto perfetto”, per citare Di Maio. Una teoria del complotto falsa che si è avverata solo grazie all’azione politica. ArcelorMittal aveva acquisito l’Ilva nella convinzione di poterla gestire, peccando d’ingenuità vista l’opposizione locale e nazionale già nota nel 2018, e per farlo ha ceduto alcuni suoi stabilimenti europei e programmato investimenti per oltre 2 miliardi. Se la teoria del complotto si è avverata è solo perché il M5s ha tentato per un anno – riuscendoci con l’appoggio del Pd – di eliminare l’immunità penale che era condizione essenziale per l’investimento e perché nel frattempo i sequestri (dell’altoforno 2 e del molo dove viene scaricato il carbon coke) rendono praticamente impossibile continuare produrre acciaio da altoforno. Per il gruppo Arcelor abbandonare Taranto è un sollievo (il titolo è salito del 6 per cento negli ultimi due giorni alla Borsa di Amsterdam) e se l’addio sarà confermato la società avrà un flusso di cassa maggiore derivante dal disimpegno dall’Italia. Se c’era un complotto per lasciare l’Ilva esangue è stato condotto magistralmente dal M5s. Arcelor ringrazia.

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