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Il contratto di opposizione tra Pd e M5s

La grancassa del grillismo democratico sta trasformando l’antisalvinismo in una evoluzione dell’antifascismo, per preparare il terreno a un’alternativa che oggi non c’è ma domani chissà. Opportunismi, progetti e antifa da commedia. Indagine sul contratto del futuro

11 Maggio 2019 alle 06:00

Il contratto di opposizione tra Pd e M5s

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio (foto LaPresse)

Sorpresa: e se l’antifascismo fosse un programma di governo? Il professor Luca Ricolfi, sociologo attento, curioso e non inghiottito dal mainstream sovranista, ieri sul Messaggero ha scritto un articolo interessante per argomentare una teoria convincente. La tesi è più o meno questa: e se l’improvvisa convergenza sui temi dell’antifascismo tra Movimento 5 stelle e Partito democratico fosse qualcosa di più di una semplice simmetria costruita per difendere, e lo diciamo con un sorriso, il presidio democratico del Salone del libro...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • albertoxmura

    12 Maggio 2019 - 22:10

    Caro direttore, si è votato poco più di un anno fa. Stando così le cose, se cadrà il governo, sarà molto difficile convincere Mattarella a sciogliere le Camere senza che abbia prima esercitato tutta la sua moral suasion in favore di una maggioranza PD-M5S. Per non parlare dei parlamentari, che dovrebbero affontare un'incerta campagna elettorale a quattro anni dalla scadenza del mandato faticosamente raggiunto. Zingaretti ha buon gioco a dire che vuole le elezioni, tanto sa che non sta a lui indirle. Non gli conviene, alla vigilia delle elezioni europee, rivelare il disegno di un governo a breve con il M5S. Ma è ciò che vogliono sia lui sia la gran parte del suo partito (in crisi di astinenza per le poltrone perdute), nonchè lo stesso M5S (come rivela, tra l'altro, l'improvvisa scoperta dei valori dell'antifascismo di maniera). Magari dopo una breve parentesi con un governo tecnico, che si limiti a fare il lavoro sporco nella prossima legge di bilancio.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    11 Maggio 2019 - 16:04

    Al direttore - Savonarola, il domenicano guida e custode inflessibile della crociata contro i corrotti costumi e della corrotta morale dei fiorentini, ebbe seguaci inflessibili. Poi gli stessi s’accorsero che li aveva presi in giro e usati, assaltarono S. Marco, i Piagnoni s’arresero e il buon Domenico fece una brutta fine. Secoli dopo l’Incorruttibile, idem. Già, ma ora siamo democratici.

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  • Giovanni

    11 Maggio 2019 - 13:01

    Che M5* e PD zingarettiano siano alquanto affini non v'è dubbio. D'altronde Di Maio subito dopo le elezioni chiese un accordo di governo al PD di Renzi il quale rifiutò (bravo ragazzo). Tuttavia da allora le cose son cambiate parecchio dal momento che stando ai sondaggi i grillini vengono accreditati di un 22% scarso e il PD fra il 20 e il 22%. La Lega naviga invece intorno al 32% che sommato ad 10% circa di Forza Italia e all'oltre 4% di FdI potrebbe fare un governo di centrodestra alquanto omogeneo. Sarebbero certamente entrambi governi con una maggioranza fragile, che danneggerebbe ulteriormente il nostro paese e che potrebbero portare nuovamente ad altre elezioni. Come succedeva d'altra parte in un passato non tanto lontano.

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  • lorenzolodigiani

    11 Maggio 2019 - 13:01

    Caro Cerasa, lasciamo che l’alleanza in difesa del Salone del libro fra Chiamparino ed Appendino rimanga un episodio isolato circoscritto al Piemonte. Anche l’illuminato sociologo Ricolfi e’, del resto, piemontese. L’antifascimo vuole mantenere, con ragione, viva la memoria di un periodo travagliato e tragico della nostra storia. Io, pero’ non posso dimenticare fatti minori più recenti: Di Maio che richiede l’impeachment per Mattarella o il vice premier che incontra un violento gilet giallo francese.

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