La Capitale del marcio moralista. Ecco l’ultimo stadio del populismo

Storia di Raggi, Di Maio e l’avvocato Lanzalone. Evanescenza e cialtroneria causa della corruzione

Salvatore Merlo

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merlo@ilfoglio.it

13 Giugno 2018 alle 20:36

Virginia Raggi

Virginia Raggi (foto LaPresse)

Roma. Poiché volevano evitare una “colata di cemento”, i grillini al governo di Roma avevano segato dei modernissimi grattacieli, che sono l’ambizione e l’orgoglio di Londra e di Milano, e modificando il progetto per la costruzione del nuovo stadio di calcio, quello della Roma, avevano sostituito le torri svettanti con una sfilza di edifici bassi e meschini, che sono invece il povero arredo urbano di Mogadiscio e di Kabul, ma anche della periferia più anonima della capitale. E così, di...

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    13 Giugno 2018 - 22:10

    Alla prova dei fatti i grillini hanno dimostrato tutta la loro cialtroneria. E si sapeva già che sarebbe finita così. Ma cosa c'entra la magistratura? Questo imprenditore Luca Parnasi, con i suoi contributi ai partiti - tutti regolari e debitamente registrati - avrà certo curato i suoi interessi, ma non ho capito a quale atto illecito avrebbe indotto i politici o i funzionari. Esiste una delibera illecita? Continua questo malcostume dei magistrati che non sanno indicare un fatto corruttivo concreto e si rifugiano nell' "associazione a delinquere finalizzata a...", ai "comitati d'affari", ai "traffici di influenza" ed altre corbellerie che una volta si rubricavano sotto la voce "processo alle intenzioni". Siamo sempre allo stesso punto: l'irresponsabilità e l'arbitrio dei magistrati inquirenti.

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