Uno dei rendering del nuovo stadio giallorosso (foto stadiodellaroma.com)

Lo stadio della Roma come metafora della città

Redazione

Tutti i numeri di Tor di Valle, tutta la storia, gli errori, i dogmatismi e le scempiaggini

Potrebbe anche non farsi nulla
Dopo l’accordo del 24 febbraio tra Associazione Sportiva Roma e Comune di Roma sullo Stadio a Tor di Valle – accordo che prevede l’eliminazione dei grattacieli originariamente previsti e anche l’eliminazione di gran parte delle opere di pubblica utilità (metro, stazione, svincolo autostradale) – restano da risolvere diversi problemi burocratici. Primo di tutti il vincolo posto dalla Soprintendenza su una parte del vecchio ippodromo di Tor di Valle. Se questo ostacolo venisse superato, bisogna comunque che il Consiglio comunale voti poi in aula una delibera ad hoc. Delibera, in variante, che potrebbe essere oggetto di ricorsi presso la giustizia amministrativa. Domani si sarebbe dovuta riunire la conferenza dei servizi, com’era previsto da mesi. Ma ieri è stata richiesto (dai costruttori proponenti il progetto) il rinvio di un mese proprio perché il procedimento burocratico si sta complicando. Abbastanza da far pensare alcuni che, alla fine, lo stadio potrebbe anche non farsi affatto.

 

Scarsi collegamenti e opere pubbliche
L’assessore della Regione Lazio alle Politiche del Territorio, Michele Civita, dopo le modifiche apportate al progetto, ha ricordato che “mentre è stato detto chiaramente che le attuali cubature saranno ridotte, non si conoscono le opere e le infrastrutture per garantire la mobilità, il miglioramento dell’ambiente e della qualità urbana. Su tutto ciò la Regione, eserciterà il ruolo e la funzione di sua competenza”. E questo potrebbe anche complicare, molto, l’iter dell’intera faccenda. Ieri la società che vorrebbe costruire le stutture a Tor di Valle, dopo aver richiesto un rinvio della conferenza dei servizi, ha spiegato con un memoriale alla Regione che “L’intendimento dell’amministrazione capitolina è quello di procedere alla individuazione di opere pubbliche di interesse generale”. Tradotto significa che ricomincia la navetta, il ping pong tra uffici e amministrazione comunale. Potrebbe volerci parecchio tempo. Anche un tempo infinito.


Il progetto, prima e dopo
Nella prima versione erano previsti: uno stadio con capienza espandibile fino a 60.000, 3 grattacieli per uffici, 15 edifici per negozi e alberghi e aree adibite a parcheggi per un costo totale di 1,7 miliardi. 141,5 ettari, pari al 78 per cento del totale, corrispondevano all’area pubblica, con 90 ettari di verde. 21 ettari, il 12 per cento, allo stadio. 12,5 ettari, il 7 per cento, al Business Park dei 3 grattacieli per uffici. Cinque ettari, pari al 3 per cento, per il cosiddetto “convivium”. In più avrebbero dovuto essere realizzate varie infrastrutture di collegamento: un nuovo braccio della linea B della metropolitana dalla stazione Magliana fino a Tor di Valle, in modo da permettere ad almeno metà degli spettatori di arrivare via ferro; un ponte sul Tevere con uno svincolo per collegare lo stadio all’autostrada Roma-Fiumicino.

Con il ridimensionamento, l’investimento cala da 1,7 a un miliardo, e le cubature si dimezzano a 500.000 mc. I tre grattacieli scompaiono, e verrebbero sostituiti da 18 edifici di 7 piani, con la riduzione del 60 per cento del Business Park. Non si sa quale sarà la riduzione dello spazio verde. La capienza passa a 52-55.000 posti. Il valore delle opere pubbliche cala drasticamente da 440 milioni a circa 330.

 

Gli altri casi in Italia
Juventus e Udinese hanno costruito, e possiedono, il loro stadio (come pure il Sassuolo). Ma si tratta di progetti molti diversi (anche per dimensioni) da quello romano. In primo luogo la proprietà, a Torino e Udine, è della squadra. A Roma non sarebbe così (lo stadio apparterrebbe alla società che controlla a sua volta la AS Roma). Lo Juventus Stadium di Torino, inaugurato nel 2011, costato 155 milioni di euro, ha 41.507 posti, un complesso di 35,5 ettari, di cui 4,5 di superficie interna, 9 di superficie esterna, 15 di aree dedicate ai servizi, 3,4 di aree commerciali e 3 di aree verdi e piazze. Lo stadio Friuli di Udine, rifatto nel 2016, ha 25.144 posti, è costato 35 milioni e ha una superficie da 25 ettari.