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Ministro uno e Tria

Keynesiano, pro crescita ma non pro debito. Ritratto intellettuale di un economista al bivio: uscire dall’euro o rinunciare al Contratto?

10 Giugno 2018 alle 06:10

Ministro uno e Tria

Foto LaPresse

Dopo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che gli italiani hanno iniziato a conoscere in seguito alle prime uscite pubbliche e al dibattito parlamentare durante il voto di fiducia, il ministro dell’Economia Giovanni Tria è l’altro soggetto misterioso del nuovo governo. Non per i lettori del Foglio, dove il professor Tria ha a lungo curato il “Diario di due economisti” con Ernesto Felli, ma per il grande pubblico sì. E visto che, dopo quella di Palazzo Chigi, quella di via...

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Commenti all'articolo

  • mristoratore

    10 Giugno 2018 - 12:12

    Complimenti! Articolo chiaro, scritto benissimo e molto informativo. Da conservare e poi confrontare con i futuri eventi ...

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  • carlo.trinchi

    10 Giugno 2018 - 09:09

    Tria o non Tria qui se non si ricrea una opposizione credibile, forte al punto di reggere l’urto, il populismo non lo schiodi e se in una democrazia compiuta si passa la mano con il populismo si passa oltre cioè si va allo sfascio. Questi, i populisti, se non raggiungono i loro obiettivi se ne fregano della democrazia parlamemtare ed il contratto, cosi come concepito lo dice chiaro e forte.

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