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Garantisti chi?

Bene Salvini sulla prescrizione, ma sul giustizialismo ha colpe anche la Lega

8 Novembre 2018 alle 06:00

Garantisti chi?

Il 16 marzo 1993 Luca Leoni Orsenigo, deputato della Lega Nord, sventolò un cappio nell’aula di Montecitorio

Matteo Salvini ha reagito al blitz parlamentare dei 5 stelle sull’abolizione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Ora però, anche per timore di ritorsioni sul “suo” decreto sulla sicurezza e l’immigrazione, si dispone a una trattativa su questo tema, che era stato citato, seppure in termini assai vaghi, nel contratto di governo. Molti hanno giudicato questa resistenza come una dimostrazione del garantismo della Lega, il che forse è un po’ troppo. L’istinto della Lega – che ai tempi di Tangentopoli esibiva nell’Aula parlamentare i cappi da impiccagione – non è certo limpido. E’ vero che tanta acqua è passata sotto i ponti: qualche processo ha colpito anche la Lega, e finire nelle mani della giustizia potrebbe essere stato istruttivo.

 

Tuttavia è probabile che Salvini non sia diventato improvvisamente un paladino dei diritti degli imputati – e in campagna elettorale la Lega ha sempre giocato con la macchina del fango del giustizialismo e con la spazzatura delle intercettazioni – e il suo atteggiamento risponde, come sempre, a un calcolo elettorale. Se il Movimento 5 stelle cerca consensi nell’area dei manettari, Salvini sa che la popolarità della magistratura politicizzata è decrescente, e che c’è un timore diffuso per un avvicinamento della dittatura delle procure. Sa anche che, in caso di fallimento del governo, questo atteggiamento porterà tutto il centrodestra a convergere su di lui.

 

I calcoli politici, più o meno fondati, non vanno confusi con l’assunzione di una posizione culturale e civile. Restano i dubbi sulla sincerità e qualche sospetto se non di ipocrisia almeno di strumentalismo. Comunque, a contare saranno l’esito concreto e il risultato legislativo della trattativa con i 5 stelle e su quello la manovra della Lega andrà giudicata. Una brutale manomissione delle minime garanzie giudiziarie sarebbe un danno incalcolabile per la democrazia, e c’è da sperare che si crei un fronte ampio e vincente per impedirla, quali che siano le motivazioni che spingono a partecipare a questa resistenza. Ma la Lega farebbe bene a ricordare che il terreno su cui nasce il giustizialismo grillino è un terreno che anche la Lega di Salvini ha contribuito a concimare.

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