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La giustizia condanna Salvini al grillismo

Il silenzio sul decreto dignità. L’addio alla flat tax. La debolezza sulle grandi opere. Le politiche anti imprese. E ora l’accordo per sfasciare dal 2020 lo stato di diritto. Ma quale vittoria? Contro la favola sciocca della Lega argine al populismo cattivo

9 Novembre 2018 alle 06:21

La giustizia condanna Salvini al grillismo

Foto LaPresse

Vittoria, ma quale vittoria? L’accordo trovato ieri mattina dalla Lega e dal Movimento 5 stelle sulla riforma della prescrizione – sì all’introduzione del blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, anche in caso di assoluzione, partendo non dal prossimo anno ma dal 1° gennaio 2020 e collegando la riforma a un riassetto generale del processo penale – può essere letto attraverso due diverse chiavi di lettura.   La prima chiave di lettura, utile per chi si appassiona ai...

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  • adebenedetti

    10 Novembre 2018 - 00:12

    Ingenuita` o cattiva fede? Solo chi e` ingenuo o in cattiva fede puo` credere che questo governo arrivera` al 2020. L`aver spostato il tutto a quella data e` stato un modo per poter governare ancora alcuni mesi , Dopo le europee si andra` a rivotare. Questo lo sa anche lei signor Cerasa ma non lo scrive /

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  • ancian99

    09 Novembre 2018 - 18:06

    Ora che la frittata è fatta, vorrei chiedere al Ministro per la PA, avv Giulia Bongiorno, che cosa ne pensa di quanto è stato fatto per mettere in discussione la certezza del diritto, avendo lei asserito l'imprenscindibilità della riforma della prescrizione dalla riforma del processo penale. Sarebbe opportuno un suo chiarimento sulle pagine del Foglio..

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Novembre 2018 - 13:01

    Caro direttore - E pensare che tutto l’ambaradan, così ben descritto, esiste e si dispiega in multiformi aspetti poiché è intrinseco, consustanziale, al potere e alla facoltà della mente umana d’ingannare se stessa e d’ingannarsi a vicenda. Aggiustando di volta in volta, morale, dialettica, idee, cultura, modi diversi di giudicare, di proporre, di promettere. Gli scontri, le contese, le lotte sul "come" usarli. sono ineliminabili. Forse non ce ne rendiamo pienamente conto, ma senza quegli "ingredienti" non esisterebbero quelle categorie dell'agire umano che nel loro insieme chiamiamo "politica". Il principio di realtà lo chiarisce bene. Sennonché anche Lui è costretto a muoversi nell'ambito degli "ingredienti". Buffo eh, i motori di ogni agire, sono le disuguaglianze. Comunque collocate e intese.

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  • Giovanni Attinà

    09 Novembre 2018 - 13:01

    Caro Cerasa, vedo che "Il Foglio" fa suo il sogno di Forza Italia e Fratelli d'Italia di staccare Salvini dai grillini, ma il governo gialloverde non è, come sognano Forza Italia e dintorni, un'alleanza tra i buoni, Salvini, e i cattivi, DI Maio e grillini, ma di responsabilità collettive, sancite dal cosiddetto contratto.

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