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Perché la Francia ha richiamato il suo ambasciatore

Parigi ritiene che il governo italiano abbia superato i limiti e convoca Christian Masset per un consulto: “La campagna per le Europee non può giustificare la mancanza di rispetto per in nostro popolo e la sua democrazia”

7 Febbraio 2019 alle 16:04

Perché la Francia ha richiamato il suo ambasciatore

Giuseppe Conte e Emanuel Macron

Nel primo pomeriggio di giovedì la Francia ha comunicato la sua decisione di richiamare a Parigi Christian Masset, ambasciatore in Italia, per consultarlo sulle ultime dichiarazioni e azioni di esponenti del governo italiano: “Tutte queste azioni creano una situazione grave che pone un interrogativo sulle intenzioni del governo italiano nei confronti della sua relazione con la Francia”, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri francese.

   

Leggi il comunicato, in italiano, cliccando sull'immagine qui sotto:

La Francia ritiene che il governo italiano abbia superato dei limiti, non soltanto per le dichiarazioni ritenute “insultanti” sul Franco Cfa, moneta che, secondo il Movimento 5 stelle, Parigi userebbe per opprimere i paesi africani, causando così l’immigrazione verso l’Italia, ma anche per le azioni direttamente intraprese sul territorio francese. Ecco perché il comunicato si sofferma tanto sulle une quanto sulle altre, rispondendo anche alle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Enzo Moavero, che aveva giustificato le prese di posizione di Di Maio e Salvini con il clima da campagna elettorale: “La campagna per le elezioni europee non può giustificare la mancanza di rispetto di ciascun popolo o della sua democrazia”.

    

  

La situazione è precipitata dopo l’incontro tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista con una pattuglia di gilet gialli a pochi chilometri da Parigi. In particolare, a irritare l’Eliseo, è stata la presenza di Christophe Chalençon, tra i più radicali esponenti del movimento di protesta francese, che aveva dichiarato di ritenere la guerra civile “inevitabile”, e aveva auspicato la presa del potere da parte dei militari.

   

Dai gilet gialli al franco CFA. Così il governo va verso lo scontro con la Francia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Zeit, Le Point, 20 Minutes, Figaro, Le Monde e altri 

    

È una scelta inedita, non era mai accaduto che uno dei due paesi richiamasse il proprio ambasciatore a seguito di uno scontro diplomatico: ci troviamo al punto più basso della relazione bilaterale tra Roma e Parigi dalla dichiarazione di guerra del 1940.

   

Utile precisare: la Francia non ha ritirato l'ambasciatore o chiuso l'ambasciata, lo ha convocato a Parigi per consultarlo visti i limiti che si giudicano superati in particolare da Luigi Di Maio, che non è soltanto il capo di un partito ma anche il vicepresidente del Consiglio.

   

La prima reazione da Roma è arrivata dal Viminale: “Noi siamo pronti e disponibili con spirito costruttivo a voltare pagina per il bene del nostro popolo”, ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. “Siamo disponibili a incontrare il presidente Macron e il governo francese, per affrontare tre questioni fondamentali: stop con i respingimenti alle frontiere, con i terroristi italiani condannati ma che fanno la bella vita in Francia e basta danneggiare i nostri lavoratori pendolari vessati alle frontiere francesi da controlli che durano ore”. Da parte grillina, invece, non c'è nessuna apertura. Anzi: il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, interpellato dall'AGI rincara: “Nessuna crisi diplomatica, almeno da parte nostra. La loro semmai è una provocazione. Erano abituati ad avere sudditi in Italia certo che ora notano la differenza”.

Francesco Maselli

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    07 Febbraio 2019 - 17:11

    Bene il camaleontico , oggi con la Francia in veste da " le bon farouche ", Salvini detto appunto il buon truce

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  • branzanti

    07 Febbraio 2019 - 17:10

    Ineccepibile il comportamento della Francia. Quanto alle dichiarazioni dello pseudo sottosegretario (nota groupie di Putin) che chiudono l'articolo, esse dimostrano che il cognome preceduto da Di, fra i cinque stalle, designa soggetti dell'apparato neuronale fortemente deficitario.

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    • Skybolt

      07 Febbraio 2019 - 17:36

      Insomma, gli insulti di Macron alla "lebbra" sono già dimenticati.... diciamo che il richiamo dell'ambasciatore è un terzultimatum ad uso interno e dei fan della Francia in Itaia, che son legione

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      • fiorevalter

        07 Febbraio 2019 - 19:03

        a parte che quegli "insulti" erano più meritati e non sono certo arrivati a freddo, c'è una bella differenza con Di maio che va in Francia a fare una trattativa politica con sovversivo dalle idee deliranti

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  • stearm

    07 Febbraio 2019 - 16:38

    Sociopatici e con loro milioni di Italiani.

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    • Skybolt

      07 Febbraio 2019 - 17:39

      Avrei dei dubbi sulle diagnosi pseudo-criminologiche sui singoli, figuriamoci su milioni di persone prese in gruppo. Ma evidentemnete ormai si porta così. Ce ne fremo una ragione. Buone primarie.

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